Firenze Im-mobile

Una città assediata da valanghe di auto e motorini, continuamente in movimento, eppure (o forse proprio per questo) terribilmente IMMOBILE
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sabato 8 dicembre 2018

Gli alberi, i monumenti ...

Mai vista tanta attenzione, sensibilità, impegno civile dei fiorentini che per decenni hanno snobbato  l'inquinamento e gli alberi come scemenze da radical-ecologisti, o le preoccupazioni per i marmi bianchi e le sculture sotto la loggia dei Lanzi come cazzate di gente fuori dal mondo.
Ormai migliaia di fiorentini, scossi dai colossali ingorghi del traffico (da 30 anni, oggi causati dalla tramvia ...) stanno vendendo o rottamando 2 delle 3 auto per famiglia, per non contribuire allo smog che respirano loro stessi e i loro figli, e anche le/gli amanti clandestini che vanno a  trovare quando il marito è a giocare a calcetto o la moglie in palestra (*).
Moltitudini di cittadini assediano Palazzo Vecchio per farsi piantare alberi davanti a casa, al posto di brutti parcheggi, che comunque non servono più, dopo la rottamazione di gran parte del parco auto in possesso ai fiorentini (71 ogni 100 abitanti, vertici mondiali assoluti, fra il doppio e il triplo di città europee), che li ha portati a livelli europei dimezzando o più il numero di auto in circolazione e in sosta.
Anche il tema "cambiamento climatico", finora snobbato su larga scala, è diventato argomento di discussione a tavola in famiglia, fra amici al bar e dal barbiere.

A monte di questa incredibile e massiccia sensibilizzazione di notai e avvocati, macellai, idraulici, casalinghe, signore ingioiellate, ragazzotti di periferia, c'è un orrore che distrugge Firenze: la tramvia.
Gli esperti di psicologia sociale sono strabiliati: l'abbattimento di alberature storiche e loro sostituzione lungo i binari o alle fermate, è riuscito a ribaltare il comune sentire che da decenni se infischiava dello smog, e avrebbe magari visto di buon occhio l'aumento dei parcheggi al posto di qualche inutile leccio o platano.
Persino le interminabili code in ogni parte della città, un tempo ritenute normali o inevitabili, e ora nel carniere delle tramvie, hanno scatenato movimenti popolari contro lo smog, per aria più respirabile.
Addirittura l'ultradestra fascistoide si è allontanata dai modelli Trump e Bolsonaro, che raderebbero al suolo ogni centimetro di foresta pluviale al grido "è un complotto ecologista per instaurare il comunismo galattico!"
Improvvisamente la Frega ExNord e i cespuglietti a braccio teso hanno scoperto la loro anima ecologista.
Un risultato strabiliante, impensabile solo qualche anno fa.
E poi qualcuno dice che la tramvia è inutile o addirittura anti-ecologica!
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(*)  per chi intrattiene relazioni extraconiugali c'è una apposita app per Android, basta cliccare qui, e anche una che serve a cogliere in flagrante il/la coniuge fedifrago/a, altro click).

venerdì 7 dicembre 2018

Godzilla a Firenze

Vi ricordate di Godzilla, mostro giapponese dalle sembianze di dinosauro, che si risvegliava dai ghiacci a causa di esperimenti nucleari? Nella fortunata serie di film, da cattivo era poi diventato un'eroe che difendeva l'umanità da belve feroci come King Kong e il pianeta terra da minacce galattiche.
In questa sua strabiliante carriera, molti decenni dopo, ha di nuovo assunto un ruolo di salvatore da un orrore ancora peggiore: la tramvia a Firenze! La figura lo ritrae mentre è all'opera, per salvare la culla del Rinascimento dagli alieni, e permettere ad innocue scatolette di latta con una sola persona a bordo di continuare a scorrazzare e sostare in tutti i posti possibili e immaginabili della città.
Ma la notizia delle sue imprese ha fatto il giro del mondo, e altre città d'Europa hanno inviato ambasciatori per farlo intervenire anche nelle loro città. Pare sia stato da poco avvistato in Francia per la sua prossima avventura in cui sbranerà tramvie nuove di zecca.
Pare però che le chiamate siano veramente troppe anche per un mostro e super-eroe come Godzilla: Vienna, Siviglia, Strasburgo, Dresda, Basilea, Potsdam, Zurigo, Brema e altre città ancora, dove orride tramvie circolano ormai da anni, o da decenni, in centri storici, davanti a cattedrali gotiche, sotto o accanto a porte medievali, teatri e costruzioni barocche.
Gira voce che Godzilla cerchi una compagna per riprodursi e far fronte con la prole al grido di dolore che si leva dall'Europa intera, o che stia cercando di richiamare dagli Inferi altri mostri suoi amici e compagni di avventure, ormai disoccupati da secoli.
Ne vedremo delle belle!
Basilea, Brema, Berna, Siviglia, Friburgo, Dresda, Vienna, Reims


giovedì 6 dicembre 2018

Trasporti, posto fisso, dipendenti pubblici ...

A prendere la tramvia sono quelli col posto fisso, privilegiati che entrano ed escono sempre dallo stesso ufficio o stabilimento, magari potessi farlo anche tu!
A te invece che hai la partita Iva serve la macchina, come per es. a un notaio, o a un bottegaio.
Anzi peggio, quelli in tramvia o in bus sono spesso dipendenti pubblici, maledetti!
Per es. infermieri e medici del pronto soccorso, quando arrivi in ambulanza per un incidente stradale. O ti operano per un'appendicite.
I pompieri se ti brucia la casa, e quelli ti salvano.
Su, diglielo che sono stronzi parassiti, mentre ti fanno l'anestesia o sono sulla scala del mezzo anti-incendio. Accusali di intralciarti mentre sei in coda al semaforo, con il rosso a te, per far passare solo 280 persone su quel mostro di ferro che devasta Firenze.

mercoledì 5 dicembre 2018

Le code, la Cooppe e i perchè

Impossibile non ricordarsi della pubblicità Coop con il tenente Colombo! Una pietra miliare, che suscitò anche ilarità e prese per i fondelli, al di là dell'azzeccato slogan.

E che c'entra con le infinite code quotidiane in auto che fanno tanto soffrire i fiorentini? Lo fanno da decenni,  un tempo considerate inevitabili prezzi da pagare al progresso, al benessere e alla libertà di movimento, e oggi diventate veri atti di accusa contro la tramvia, perfino ad anni luce di distanza dall'unica linea da Scandicci a Careggi, passando per la stazione SMN.
Eppure, udite udite, le code c'entrano eccome con la famosa e famigerata pubblicità Coop, che voleva far identificare i consumatori con il gigante della grande distribuzione ("la Coop sei tu") rassicurandoli che ne avrebbero avuto il meglio proprio per questo ("chi può darti di più"). C'entrava nell'era della mobilità felice di molti anni fa, e c'entra in quella odierna (meno felice, anzi disastrosa).

lunedì 3 dicembre 2018

Il metrò, un mantra fiorentino

Il "mantra" è "nell'induismo una formula che viene ripetuta molte volte come pratica meditativa" (vedi qui).
Le sfuriate in web e nei social hanno carattere ciclico, si riparte sempre da zero, non solo quelle sulla tramvia, la devastazione di Firenze, ponti che crolleranno o su possibili alternative.
Finite temporaneamente quelle su (fantasiose) tramvie senza pali, si passa ai terrificanti sferragliamenti, poi alle mamme con bambini che verranno stritolate in piazza Dalmazia o agli ingorghi di benefattori del mondo motorizzati.
Particolarmente pervicaci sono le serenate sul metrò invece della tramvia.
La soluzione "sotterranea" è stata già più volte scartata in tutti gli studi di fattibilità: per es. quello inventato Renzi per guadagnar tempo e portare a termine le sue spropositate ambizioni. O più di recente dal parere della tanto amata e citata Unesco, che aveva invece, in passato, approvato la tramvia in superficie a fianco del Battistero.

venerdì 30 novembre 2018

La qualità della vita

Grande clamore sulla classifica di Firenze nelle qualità della vita in città italiane. Prima grandi urla sulla perdita di 17 posizioni, soddisfazione delle destre e ultradestre fiorentine. Poi viene appurato che c'è un errore, cioè in realtà Firenze è migliorata e non peggiorata.
I soliti sbraitatori seriali non hanno preso bene la rettifica da parte dell' Università di Roma - La Sapienza, imbarazzante ma esatta.
Passerà alla storia come uno dei pochissimi casi in cui il brillante Nardella, noto gaffeur,  ha fatto fare  una colossale figuraccia ai bufalari, che dovrebbero invece concentrarsi sulle magagne vere, anche per il loro stesso bene. E ce ne sono tante.

Ma la faccenda era davvero "qualche posto più su o più giù" per Firenze? O forse ci dovremmo interessare alla posizione in classifiche mondiali, invece che del piccolo mondo? O su come sta Firenze davvero?
Nelle (autorevoli) classifiche internazionali l'Italia sta piuttosto in basso, e Firenze non brilla.
In sostanza godiamo di un enorme patrimonio culturale, ereditato da secoli passati, con poco merito dei tempi d'oggi, che ci tira su nelle classifiche. Tutta l'Italia, e Firenze ovviamente al top. Senza di esso staremmo ancora più giù, molto.

giovedì 29 novembre 2018

La Cina è vicina - e anche lontana

Il famoso film di Bellocchio "La Cina è vicina" deve aver ispirato alcuni odierni combattenti del (o per il) traffico fiorentino.
In effetti è di gran moda lanciare soluzioni futuristiche provenienti dall'estremo oriente. Molto amati e gettonati sono i vari sistemi che passano sopra alle auto incolonnate. L'innamoramento si basa sul fatto che tali avanzatissimi  mezzi di trasporto pubblico non toccano il traffico, non lo riducono, non gli tolgono spazio, semplicemente lo sorvolano. E quindi i tossicodipendenti da motore non avranno bisogno di cambiare modo di muoversi, abitudini, lo faranno invece non meglio specificati "altri". Peccato che siano favole, e che quei sistemi (per fortuna) non esistano.
Un altro fattore che avvantaggia fortemente le fantascientifiche tecnologie cinesi è che vengono talmente da lontano (oh, Bellocchio, se tu sapessi ...) che possono essere spacciate per realtà anche quando si tratta di fantasie su YouTube, o prototipi, progetti, che vedranno forse la luce fra anni, o falliscono, si fermano o servono a truffare investitori allocchi.  E che non trovano riscontro in nessuna rivista specializzata occidentale, e probabilmente neanche nei media cinesi, poco (o per nulla) comprensibili al pubblico nostrano.

lunedì 26 novembre 2018

Non ha risolto i problemi del traffico ...

Dopo l'avvio della linea T1 prolungata fino a Careggi, e l'attesa apertura della T2 Peretola-SMN, si sente spesso:

"La tramvia non ha risolto i problemi del traffico!!".
Alla domanda di spiegare meglio ci si sente rispondere che si sta lo stesso in coda, anzi forse più di prima.
Mettiamo ben in chiaro:

i "problemi del traffico" si risolvono riducendone la causa, cioè lo spropositato numero di auto in circolazione e in sosta, e spostando grosse fette di mobilità a tramvie, biciclette, bus ecc

Ma sentiamo cosa dice nell'intervista un nostro lettore sanfredianino honoris causa.
  
I tossici di' motore sotto i' culo, che ciànno rotto pe' secoli a sòn di cazzate,  solo per mantene' i' solito traffiho da diventa' grulli ma che a loro gni garba dimorto, ora pretenderebbero che a prende' le tramvie fossero gl'attri, dimodoche loro possano scorrazzare quante gni garba e fermassi indo' gli pare,  che c'erano abituati da un monte di tempo, e in piu' vorrebbero anche le strade libere tutte pe' loro.

mercoledì 21 novembre 2018

I francesi, i giapponesi ... non passi lo straniero!!

Nello storico Discorso della Corona del 10 gennaio 1859, Vittorio Emanuele II, sul trono torinese del Regno di Sardegna, pronunciò parole che resteranno negli annali del Risorgimento: "non siamo insensibili al grido di dolore che da tante parti d'Italia si leva verso di noi".

Un simile afflato deve muovere anche le alte grida cittadine contro i maledetti francesi che gestiscono la tramvia fiorentina, o contro i produttori del Sirio in quel di Pistoia, ma con azionariato dagli occhi a mandorla.
Che dio stramaledica la RATP e la Hitachi, arringherebbe le folle italiche il buffone dal balcone di piazza Venezia. E le migliaia di allocchi a spellarsi le mani di fronte a tanto carisma.

martedì 20 novembre 2018

Storia e contemporaneità, quale città?

Firenze ha un enorme patrimonio storico, architettonico, culturale, artistico, di rilevanza mondiale, risalente soprattutto al  Rinascimento (di cui è stata la culla), con radici medievali in gran parte "coperte" dalla trasformazione durante periodo di maggiore splendore mondiale, e dalla Firenze Capitale e risorgimentale.
Un patrimonio che ci hanno lasciato in eredità élite cosmopolite e al centro del progresso universale, dalla geopolitica alla scienza.
Un patrimonio talmente internazionale da entrare con forza addirittura in altre lingue, paesi, culture. Si pensi a Dresda, soprannominata la "Elbflorenz", la Firenze sull'Elba.
Stiamo valorizzando questo enorme patrimonio che ci ritroviamo, senza aver fatto quasi nulla da generazioni? O forse si sta disperdendo, è in via di logoramento? E perché? Cosa potremmo fare di diverso dalla gestione un po' provinciale e parassitaria di oggi?
 Va detto: le condizioni a contorno del grande patrimonio, che ne determinano le sorti, non sono incoraggianti ne rassicuranti.
Sul piano culturale vivere di rendita di un passato straordinario si esprime oggi in uno sconfortante provincialismo, l'illusione di essere (ancora) al centro del mondo, o che basti affermarlo per renderlo vero. Frasi fatte quanto vuote come "Firenze è unica", "la città più bella del mondo", e altre simili, oltre a non avere nessun effetto di valorizzazione, fanno salire imbarazzanti domande sui parametri per mettere a confronto bellezza, unicità ecc.

domenica 18 novembre 2018

Ciclabilità, questa sconosciuta

Puntare sulle tramvie, con una rete completa su tutta la città, è una scelta che hanno già fatto da decenni gran parte delle città europee, ma non sufficiente di per se, oltre ad alcune carenze delle realizzazioni fiorentine. Uno dei punti deboli si riscontra proprio nello sviluppare altre forme di mobilità in grado di ridurre l'uso dell'auto, da portare ad un ruolo residuale, spostandone quote ad altri mezzi: per es. verso la mobilità ciclabile.
Firenze è una città molto adatta a muoversi in biciclette, cosa che fanno già fra le 20.000 e le 30.000 persone al giorno, fra cui molti pendolari treno+bici (arrivo in treno, poi a pedali dalla stazione alla destinazione). Lo fanno però largamente in modalità "fai-da-te", arrangiandosi cioè su una viabilità ostile e pericolosa, piste ciclabile a spezzoni, in sostanza nessuna rete, al di la di proclami e km dichiarati, in parte fasulli o sulla carta.
Sappiamo che Firenze è paralizzata da un traffico da terzo mondo (vedi qui), invasivo e inquinante, e la ciclabilità sarebbe una cura parziale ma a costo ridotto, tempi brevi e grande efficacia.
E allora come si rende ciclabile Firenze, sulla scia ormai di gran parte d'Europa, ben oltre le meraviglie in Olanda e Danimarca?

A cosa serve la mobilità ciclabile
Agli spostamenti quotidiani casa-lavoro, casa-scuola o verso servizi. Come con tramvie, bus, treni, e (in modo spropositato) l'auto propria. Non come si sente farfugliare, per "fare giratine".

Possibili effetti
Spostare dall'auto (mobilità da ridurre drasticamente) alla bici quote che già oggi, in modalità fai-da-te, si aggirano già sul 10% del totale, ampliabili al 15-20% con investimenti limitati ed elevatissimo rapporto costi/benefici. Sono percentuali normali o modeste nelle città europee, con quelle più evolute che raggiungono quote anche superiori al 40-50% del totale degli spostamenti.

Ogni bici è un auto in meno
Non è poco, anzi, molto

venerdì 16 novembre 2018

Un' si potrà più rifare le facciate!!

Un'immagine dice più di mille parole ...
Figuriamoci 2-3-4 foto dal vivo, scattate pensando a chi farfugliava che dove passa la tramvia "un' si potrà più rifare le facciate!!"


  
A volte trattenersi dall'infierire è molto difficile

giovedì 15 novembre 2018

Avvelena anche te, digli di smettere!

Un tizio fuma come un turco ("Avvelena anche te, digli di smettere!", recitava un antica campagna di Pubblicità Progresso).
Gli viene diagnosticato un tumore. Va ridotto e poi operato.
Il medico gli dice anche che fumando sta mettendo in pericolo figli, familiari, colleghi ecc
Ma il tizio segue la trasmissione di Vanna Marchi, la contatta e quella in cambio di 20.000 euro gli promette la guarigione grazie alle mirabolanti arti del Mago do Nascimiento.
Il tizio ci casca, pensa di evitare invasive cure e interventi chirurgici.
Il tizio si aggrava ... Alt, evitiamo il finale macabro

E cosa c'entra con la mobilità, ovvero con traffico da terzo mondo, tramvie, ZTL, reti ciclabili ecc?

C'entra molto.

mercoledì 14 novembre 2018

le piste ciclabili della DirezZione Im-Mobilità

Quasi tutto il dibattito sulla mobilità si è concentrato in questi mesi sulle tramvie. Qualche osservazione giusta e utile, e un'orgia di bufale, favole, ma soprattutto di mugugni per chi, poverino, si sente penalizzato nell'uso dell'auto.
Spostando un attimo la visuale in tema di mobilità ci si trova però di fronte ad opere completamente in mano alla DireZione Im-Mobilità, (comunale), diversamente da quelle della tramvia (esternalizzata). Ad es. la ciclabilità, per cui i "tennici" fiorentini sono famosi nel mondo (vedi qui per esempio), ormai presi a modello in tutta Europa, con  viaggi di studio a Firenze di quotatissimi esperti danesi, olandesi, svizzeri, tedeschi ed anche estoni o sloveni.
Ultimissima realizzazione è un prolungamento di un centinaio di metri della pista ciclabile di viale Lavagnini, che risale al 90 (28 anni fa) e è ad onor del vero abbastanza ben fatta.

venerdì 9 novembre 2018

Sosta selvaggia, chi l'avrebbe mai detto?

Il giornaletto web FirenzeToday qualche volta l'azzecca, anche se raramente. Per esempio in questi giorni nell'evidenziare che alla "riqualificazione" di via Gioberti è seguito l'immediato ritorno alla normalità, consistente nella usuale, devastante, sosta selvaggia su strisce e marciapiedi.
Eppure il giornaletto di provincia riesce lo stesso a infilarci uno sfondone. La causa di ciò sarebbe il "taglio di posti auto", e non la consolidata abitudine al parcheggio abusivo, "tanto l'è un minuto", nella consapevolezza della quasi assoluta impunità - e gratuità - del civilissimo comportamento.
Con tale strampalata logica i coraggiosi giornalisti d'inchiesta di FirenzeTudei (ops), in attesa del premio Pulitzer, si avvicinano alla proverbiale genialità dei "tennici" della DirezZione Im-Mobilità, che hanno impiegato tempi esorbitanti per progettare e realizzare quella che loro chiamano "riqualificazione".  Ma banalmente si sono dimenticati di installare piolini ("dissuasori della sosta") lungo il margine esterno dei marciapiedi e di altri spazi di vivibilità ricavati nella strada.
Piolini che peraltro erano già presenti in vari tratti (ma in numero insufficiente), prima della "riqualificazione".
Politici e tecnici avranno forse pensato che il nuovo look avrebbe magicamente rieducato gli automobilisti e fatto sparire la pluridecennale sosta selvaggia dovunque ci sia qualche centimetro occupabile?

giovedì 8 novembre 2018

Ai barre si parla di tramvia

In un bar di periferia sembra di essere tornati agli anni 60.
Tra un caffè corretto, un gottino e un tramezzino si scatenano dottissime e profonde discussioni, che solitamente finiscono con pacche sulle spalle.

Ma oggi c'è un cliente che ci capita raramente, e l'atmosfera si surriscalda ...

Il tema ovviamente:
la tramvia

B: L'ha unn'è adatta a Firenze, c'è le strade strette ...
S: Viale Morgagni o via dello Statuto le sarebbero strette??
B: la piglia tutt' i' posto, un' si circola più, maremma impestaha! 
S: Infatti ai traffico gli va leato lo spazio, eh son 30 anni che ci impestano unnicosa
E: Le tvamvie sono fatte pvopvio pev passave in ogni geneve di stvada e spazio uvbano, anche in situazioni più anguste di quelle di Fivenze. Se vuole si faccia qualche viaggetto e vedvà. Ma penso che scvivevò un avticoletto in matevia.
Lo spazio stvadale va vedistvibuito, è il tvaffico invasivo, devastante e causa della pavalisi, oltve che di inquinamento, incidenti ecc. Se c'è un cancvo (pev esempio le tvoppe auto) qyuello va pvima ridotto e poi aspovtato, non si può lasciavlo com'è e pvetendeve che il malato viva bene altvi 20 anni. Si aggvavevà, fino a movive.

lunedì 5 novembre 2018

Le busvie, le preferenziali, ma blindate oh!!

Uno dei tanti mantra che si leggono in giro è che "invece della tramvia bastavano le preferenziali" (o busvie, per i raffinati).
Chiunque abbia preso un bus delle linee forti (es. 6-14-17-20-23 ecc), già per larghe parti su corsie riservate, sa per esperienza diretta che si resta incastrati nei colossali ingorghi del traffico, le corse hanno orari teorici, ci si mettono secoli per tragitti irrisori, spesso passano 2-3 anche 4 vetture della stessa linea accodate l'una all'altra.
In altre parole, l'effetto è modesto, i tempi di percorrenza lunghissimi e dettati dal traffico (invasivo), affidabilità e puntualità inesistenti. Nei casi peggiori, cioè spesso, siamo alla quasi inutilità, con il carico di traffico attuale, che però non si vuole ridurre (anzi "tutelare")  basando tutta la mobilità su gomma ("meno ingombrante" ...) e corsie preferenziali invece di tramvie, le quali, orrore, si prendono circa 3,5 metri di carreggiata per ogni direzione (cioè come una preferenziale). Che l'effetto sarebbe altrettanto invasivo pare sfuggire al nostro predicatore di "soluzioni alternative".

domenica 4 novembre 2018

Gli spinaci e i "costi medi europei delle tramvie"

Il cartone animato "braccio di Ferro" (Popeye in America) ha segnato varie generazioni. Quando il pericolo era al massimo, lui tirava fuori una scatoletta di spinaci, la trangugiava, e zac, grazie al contenuto di ferro la sua forza si decuplicava, sbatteva a terra i cattivi, salvava la povera Olivia e il bene trionfava.
Ebbene , quella dell'alto contenuto di ferro negli spinaci è un falso.  Probabilmente saltato fuori fra il 1870 e il 1890 (forse un errore di trascrizione), arrivato fino ad oggi e poi clamorosamente smentito pochi anni fa.  Una bufala durata oltre un secolo.
Un classico, una cazzata che nessuno ha verificato, nonostante dovesse suscitare molti dubbi, e diventata verità, un fatto neanche messo in discussione.

sabato 3 novembre 2018

Le meraviglie del jumbo bus


Tornano ad echeggiare vantaggi e meraviglie del "Jumbo bus". Mettiamo ben in chiaro: 
  • richiede sede propria (e cordoli), come la tramvia 
  • necessario lo spostamento dei sottoservizi, come la tramvia (scavi, durata e impatto dei lavori ecc)
  • non transita su strada ma su due strisce apposite per lo scorrimento delle ruote, che richiedono cantieri, come la tramvia, 
  • non è affatto più flessibile, per cambiare percorso servono altri cantieri, come la tramvia 
  • in compenso ha capacità di trasporto minori 
  • costi di esercizio superiori che annullano il modesto risparmio nella cantierizzazione rispetto alla tramvia
In breve non sostituisce una tramvia, al massimo potrebbe essere una linea minore che porta ad uno snodo o capolinea o ad una stazione ferroviaria. Tutto chiaro?

giovedì 1 novembre 2018

Quale mobilità per Firenze, fuori dalla paralisi

Firenze è attanagliata da decenni da un traffico da terzo mondo, che è alla base di molte problematiche, di cui l'inquinamento è solo una. La paralisi quotidiana, fino all'immobilità, sottrae ai cittadini ore al giorno e quote di reddito. L'alta incidentalità, forte su bambini e anziani, l'incidenza di malattie da smog, gli alti costi sanitari per l'intera comunità, e l'impatto sulla vivibilità dell'ambiente urbano sono altri esempi tangibili.
I numeri parlano chiaro, e non ci fanno onore: Firenze è ai vertici mondiali per il numero di automezzi per abitante, e ancora più grave, per il suo utilizzo negli spostamenti quotidiani, intorno al 70%.
Da decenni vediamo strategie deboli, esitanti, fortemente depotenziate da un coacervo di interessi particolari, lobby e corporazioni, o semplicemente dalla resistenza ad ogni cambiamento, visto come minaccia.
Alcuni esempi: la realizzazione della ZTL nel 90 fu all'avanguardia in Europa, con grande risonanza internazionale. Molte città del continente hanno seguito quella strada, sono andate avanti e ben oltre nella riduzione del traffico sulle aree urbane. Firenze si è fermata, e ha visto anzi una progressiva corrosione del modello, oggi colabrodo e terreno fertile per schiere di furbi più o meno tollerati.
Due altri esempi di strategie esitanti e in grande ritardo: la rete tramviaria, lanciata ai tempi della Giunta Morales (89) ed oggi, dopo 28 anni, limitata alla sola linea Scandicci-SMN, recentemente prolungata fino a Careggi. La rete ciclabile, partita con i mondiali del 90, e rimasta quasi la stessa per lunghi anni,  o peggiorata, o con ampliamenti frammentati e sconnessi, fino a renderla spesso inutile e dannosa per chi la usa.
Nel primo caso si tratta di massicci investimenti e grossi impatti sull'intera viabilità , nel secondo di costi modestissimi con grande ritorno in mobilità. La sorte simile indica la scarsa volontà politica, strategie deboli o inesistenti, mancanza di coraggio nell'affrontare trasformazioni che hanno avuto luogo e proseguono a grandi passi in tutta Europa. Ed è da lì che possono provenire modelli e soluzioni già sperimentate e ampiamente replicabili, con modesti adattamenti. Alla faccia del “prima gli itaGliani”.

mercoledì 24 ottobre 2018

Tram "senza fili" e altre meraviglie: le soluzioni più ardite

Rinato con alterne vicende il vecchio manipolo di FirenzeImmobile, che scriveva a più mani, divertendosi, e dicendo senza timori ne cortigianeria verso nessuno quello che tocca molti fiorentini da vicino, vicinissimo, a volte fin dentro casa o la camera da letto (o il salotto, con relative pantofole e divano per vedere la TV): la paralisi del traffico.

Certo deve superare l'inerzia e a volte la noia: capita a volte di leggere cose interessanti, a volte meno, a volte per nulla. Ma per saperlo bisogna perdere un po' di tempo, scorrere righe e o foto a volte noiose, altre avvincenti. Uno si domanda se lo sforzo aveva un senso, ma raramente lo si capisce prima. Così è la vita, direbbe le zia del mio barbiere. O forse era il barbiere di mia zia? Ai posteri l'ardua sentenza.
Ma veniamo al dunque. No, attimo lo so che quella in foto è sì a Siviglia, ma prende corrente dalla linea aerea (ha pali e "fili", non è wirrrrlessss).
Vi avevo chiesto pazienza, leggete ancora qualche riga e ci arriviamo.

Quelle che si sono lette in tempi recenti e passati su "la tramvia devasta Firenze" sono cosette innumerevoli e una più geniale dell'altra, per i creduloni (o basate su falsità volute, nel caso dei disinformatori di professione).
Una recente recrudescenza si è avuta per la campagna del giornaletto La Fazione (ops, scusate, La Nazione) sui pali al capolinea della stazione S. Maria Novella.

lunedì 1 ottobre 2018

I giornaletti e la tramvia di Siviglia

In fondo li capisco, i redattori delle testate web. Se i grandi giornali, le loro cronache locali, non di rado firme autorevoli, scrivono a vanvera di cose che non conoscono, perchè non dovrebbero farlo loro, che hanno pochi mezzi e devono guadagnarsi con fatica la pagnotta?
Però potrebbero cercare di elevarsi sopra al livello spesso infimo dei loro fratelli maggiori, acquistabili (sempre meno) nelle edicole. In fondo non è necessario laurearsi in ingegneria dei trasporti o in urbanistica, basta consultare fonti accessibili e comprensibili a chiunque.

Su Nove Firenze del 1-10-2018 appare un interessante articolo sulla tramvia di Siviglia, raffrontata a cosa è stato fatto a Firenze.

L'autore sottolinea coerentemente che nella capitale dell'Andalusia c'è stato un'ampio ridisegno della mobilità e della vita quotidiana, evidente anche per l'attenzione alla bicicletta e ai mezzi elettrici a due ruote. Infattti, anch se l'autore non lo dice (forse non lo sa) circa in contemporanea ai lavori della tramvia fu realizzata una rete ciclabile che copre tutta la città, andando (udite udite!) ad erodere spazio a traffico e sosta.