Firenze Im-mobile

Una città assediata da valanghe di auto e motorini, continuamente in movimento, eppure (o forse proprio per questo) terribilmente IMMOBILE
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giovedì 24 gennaio 2019

In Cina

ci sono autobus che passano sopra al traffico, senza intralciarlo, funzionano già, informatevi, siete rimasti all'età della pietra, la tecnologia va avanti!
Non ci credete? Ecco la foto, qui accanto, guardate, altro che bufala, siete pagati da chi produce tramvie, metropolitane, biciclette, e anche da Soros e dai Rettiliani che vogliono distruggere l'economia italiana, anzi mondiale, e poi impadronirsi del pianeta e poi siete fissati con la riduzione del traffico, che secondo voi sarebbe troppo invasivo, e invece non è vero, le soluzioni ci sono, ma i Savi di Sion le tengono nascoste, non ve le fanno vedere in televisione, per soggiogarvi, e noi poveri cristi come si dovrebbe andare al lavoro, qui non siamo ad Amsterdam, dove c'è il sole tutto l'hanno (*) e poi lì si fanno le canne anche la polizia, e poi c'è tanta gente che della macchina non pole mica fanne a meno, e come la porta la cartella quando va a fare l'usciere ai Catasto, e ai calcetto la sera come ci dovrebbe andare, che poi se rimane in coda e gli tocca a tornare a casa prima trova la moglie a letto coi ganzo!

(oh, mi raccomando, clicca su "continua a leggere", anche se gli pseudo-ambientalisti un' vogliano)

martedì 22 gennaio 2019

Io non ci vivrei ...

(l' "incanto dei viali del Poggi")
disse una che smoccolava tutti i giorni per parcheggiare vicino all'ufficio, pagava sulle odiate strisce blu o prendeva multe, si faceva belle code per spostarsi (alla guida) da viale Giannotti a piazza della Libertà (*) e ritorno. In mezzo ad uno dei suoi mugugni mentre timbrava il cartellino, mi svelò il suo percorso quotidiano, non potei trattenermi da un "e tu ti rompi i coglioni tutti giorni in macchina da lì a qui?"
Mi guardò come fossi un marziano, alzando le sopracciglia con sussiego, e sibilando "e come dovrei venire"?
Non le suggerii la bici,  che in effetti sarebbe stata per lei comoda, veloce ecc, ma solo che aveva a pochi metri da casa le fermate di bus frequenti come 8, 23, 31-32-33 con cui scendeva davanti all'ufficio o poco più in la.

La signora aveva l'aria arcigna e inacidita, la fatidica frase (io non ci vivrei) saltò fuori quando le raccontai che per esempio a Zxxxx (città a un tiro di schioppo) per i residenti del vasto centro pedonalizzato il parcheggio realizzato appositamente era a circa 11 km , comodamente raggiungibile ... in tram.

Forse si troverebbe meglio in Arabia Saudita?

NdR
(*) nomi delle strade cambiati per praivasy, ma quelle vere sono forse ancora più significative

lunedì 21 gennaio 2019

O 'un poteano ...

Ma anche "perchè 'un fanno ..."
E qui la fantasia popolare si scatena. La domanda di fondo, angosciante, è: cosa accomuna "alternative alla tramvia" lontane anni luce l'una dall'altra?
Si va dal metrò al filobus, con incursioni sul teletrasporto, tutto il possibile che c'è in mezzo, e spesso anche fuori dal mondo.
Eppure hanno tutte una certa presa nella credulità popolare, tant'è che spesso qualcuno, coinvolto in una discussione surreale, passa dall'una all'altra come nulla fosse. Come dire, dall'aspirina all'amputazione nella cura di un tumore.
Il fattore comune in realtà c'è (almeno nelle illusioni e nelle fantasie):
non cambiare di una virgola le proprie abitudini
Cioè sarà qualcun altro a prendere l'ipotetica metropolitana a 25 metri di profondità, o il filobus in  mezzo al traffico come ora i mezzi Ataf, mentre chi grida alle "alternative" potrà tranquillamente continuare a salire in macchina la mattina, farsi qualche chilometro (in coda), cercare parcheggio, spendere 4000 € o più l'anno per il solo possesso del giocattolo,  ecc ecc.
C'è un fattore antropologico dietro a questa illusione, forse sempre esistito ma venuto alla ribalta, in primissimo piano, negli ultimi decenni di arretramento, peggioramento, rinuncia ad ogni sia pur  minima aspirazione e prospettiva di cambiamento, di migliorare la propria realtà, o addirittura quella dell'intera società. Non solo è sparito dall'orizzonte, ma è diventato addirittura un nemico il "mondo migliore".
E dalla rinuncia a sovvertimenti epocali si passa a quella del proprio piccolo, meschino quotidiano.
Una vita miserabile, da difendere con le unghie e coi denti, per quanto di merda essa sia.


Immobilità - non solo nel traffico

L'immobilità è generalmente associata al traffico. Che in effetti è quasi una cartina al tornasole del grave stato di cancrena anche mentale di una città.
Parigi, Berlino, Vienna ...
Eppure anche il provincialismo fa parte della cronica malattia, ancora più grave nel caso di frasi fatte quanto vuote a base di "la mia bella Firenze", "la città più bella del mondo" ecc

Godi, Fiorenza, poi che se’ sì grande,
che per mare e per terra batti l’ali,
e per lo ’nferno tuo nome si spande!
    Tra li ladron trovai cinque cotali
tuoi cittadini onde mi ven vergogna,
e tu in grande orranza non ne sali.
(Inferno, Canto XXVI)

All'immobilità del provincialismo fiorentino, e a suoi vari aspetti, sono dedicati vari articoli su Firenze Immobile, da cliccare e leggere.

I luoghi della musica, a Firenze e altrove
(...) il Teatro del Maggio Fiorentino, i Berliner Philarmoniker, la Wiener Staatsoper, il Muziekgebouw di Amsterdam. E la storia che li circonda.


lunedì 14 gennaio 2019

La bellezza violata

Apprezzammo molto i fiammeggianti articoli sulla "bellezza violata" apparsi sul Corriere Fiorentino, con un vero grido di dolore che da tante parti d'Italia si leva verso di noi (*) ... Ops, no, scusate quello era Vittorio Emanuele II nel 1859 ...
Però i due articoli restano negli annali del giornalismo combattivo, e sicuramente concorreranno a qualche premio internazionale del settore.
Per una fortunosa coincidenza siamo riusciti a ingaggiare il nostro amico di nobili origini, pari grado dell' autrice del pezzo sul Corriere Fiorentino, e lo abbiamo convinto a partecipare ad una intervista.

D.: Cosa ci dice sulla "bellezza violata", o "aggredita", dalla tramvia in piazza stazione?
R.: La cava pvofessovessa Ginevva Cevvina Fevoni Bavonessa Vicasoli con quel magistrale articolo si è guadagnata  honoris causa un nuovo titolo accademico, quello di espevta mondiale di estetica dei tvaspovti
D.: Su, non vada troppo lontano, la professoressa parlava della tramvia in piazza Stazione ....
R.: Chiedo venia, quando incontvevò la pvofessovessa Ginevva Cevvina Fevoni Bavonessa Vicasoli  le chiedevò se eva in autobus, a piedi, su una Panda o su una limousine, quando è stata folgovata dall'ovvida visione
   

domenica 13 gennaio 2019

In coda si inquina di più ?

Con frequenza variabile, ma cresciuta molto di recente, c'è l'affermazione che se si fanno stare in coda i mezzi con motore a scoppio, l'inquinamento aumenta.

Proviamo a scomporre il problema:
  1. auto, furgoni (e anche scooter) causano altissimo inquinamento - valore convenzionale +100 per l'intero circolante 
  2. per abbattere l'inquinamento va ridotto radicalmente l'uso dell'auto (che strano ...)
  3. l'uso dell'auto va sostituito con reti su ferro: tramvie (da fare), ferrovie (dove ci sono), metrò (in grandi città)  - il valore di inquinamento +100 si riduce in proporzione al minore uso dell'auto (-20, -30  ecc). Redistribuendo lo spazio stradale da traffico motorizzato a tramvie, ciclabilità ecc si ottiene lo spostamento di alte quote di mobilità da gomma a ferro 
  4. con le tramvie le auto residue stanno (a volte) più in coda  (+5 di inquinamento), ottimo scoraggiamento, e ciò spinge a cambiare mezzo di trasporto 
  5. rete tramviaria (e ciclabile) completa stimabile in -60/70 inquinamento (5 volte riduzione da 1 sola tramvia)

giovedì 10 gennaio 2019

Il cacciatore, il pescatore e il traffico

Un tempo giravano molto le barzellette sul cacciatore e il pescatore che al bar si vantavano dei loro strabilianti successi, in un crescendo a chi le sparava più grosse: lepri di quasi 2 metri, trote da 25 kg, e via ad ogni rilancio esagerazioni sempre più esorbitanti.
Una versione più colta ci viene da Plauto, con il suo Miles Gloriosus, ma qui si va sul difficile, e non vogliamo strapazzare troppo il sapere dei lettori abituati alle chiacchiere da bar.
Sono molti però i personaggi che si contendono fieramente il ruolo di cacciatore o di pescatore con le loro sbruffonate. C'è solo l'imbarazzo della scelta.
Si va dall' ingegnere esoterico che imperversa su Facebook, in decine di gruppi e pagine, con i "modelli matematici" del traffico da lui stesso sviluppati, poi ci sono nobildonne che si sono guadagnate sul campo, honoris causa, il titolo accademico di docente di estetica dei trasporti. Da non dimenticare politicanti del partito che si è fregato 49 milioni e che ora vorrebbe disfare e rifare le tramvie esistenti per ... togliere cordoli alti 5-6 cm - o addirittura alimentarle da terra, secondo modelli di successo mondiale che si bloccano ... quando piove (vedi qui).
In democrazia non si deve poi far torto ai tanti ometti e donnette senza titoli e qualifiche, che però sanno con certezza che "basterebbe ...", o arringano gli altri avventori del bar o del mercato rionale con fiammeggianti parole "o 'un poteano ..."


mercoledì 9 gennaio 2019

Tramvie a batterie, quando, dove, perchè

Un nuova firma su Firenze Immobile, quella di "Trasportista Anonimo", che ci ha inviato un contributo sul tema trazione a batterie e sulle vicende che l'hanno segnata fin dai tempi del progetto di passaggio della tramvia a fianco del Battistero.
Un tema su cui si sentono sfondoni e favole di ogni genere, su cui certamente torneremo. Ma intanto diamo la parola al misterioso esperto, che esiste, ha un nome  e cognome e ci onora di qualche sua paginetta, e che sicuramente non parla a vanvera
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Quando furono progettate le T2 e T3 non esistevano tram industrializzati atti a percorrere alcune centinaia di metri utilizzando l'energia immagazzinata in batterie a bordo. Prima dello stralcio del passaggio della T2 da Piazza Duomo, il Comune di Firenze chiese ad AnsaldoBreda, costruttrice del tram Sirio, se fosse possibile installare a bordo delle batterie per evitare di installare la linea aerea nel tratto di linea tra Piazza dell'Unità d'Italia e Piazza San Marco. Questo studio evidenziò che era tecnicamente fattibile ma sarebbe stato necessario eliminare diversi posti a sedere ed in piedi, modificare la struttura del veicolo per resistere al maggior peso delle batterie (all'epoca non erano ancora sufficientemente industrializzate quelle oggi utilizzate nelle autovetture ibride) e procedere a nuova omologazione del veicolo. In pratica si sarebbe trattato di un'applicazione sostanzialmente sperimentale e non industriale, con tutti i rischi del caso. A causa dell'aumento del costo a vita intera del veicolo, causato dai maggiori costi di progettazione, produzione e soprattutto manutenzione (le batterie ipotizzate dovevano essere sostituite frequentemente), la fattibilità economica dell'intera infrastruttura era a rischio.

venerdì 4 gennaio 2019

Frega i pali della tramvia, e ora?

Calma, niente paura, le tramvie non si fermeranno per mancanza di alimentazione elettrica dall'alto, perchè qualcuno si è fregato i pali. No, non temete, neanche la pvofessovessa Ginevva Cevvina Fevoni bavonessa Vicasoli, nota espevta mondiale di estetica dei tvaspovti, oserebbe tanto.
Si tratta di un gioco di parole con la Lega (ex-Nord) a seguito dei famigerati 49 milioni di euro sottratti agli italiani (prima loro, ovviamente) secondo alcuni maligni.
Eppure c'è un certo apprezzamento per la recente presa di posizione del partito di Salvini a Firenze apparsa su La Nazione: vuole la tramvia, a patto che sia senza pali, senza neanche bisogno di fregarseli.
Fra le tante castronerie che si sentono in giro è un bel passo avanti. Niente metrò quindi (neanche "micro"), una scemenza costosissima e inadeguata, come forse sanno gli uomini di Salvini. No, anzi, la tramvia da realizzare sarà (inevitabilmente) "invasiva", cioè si prenderà 2 corsie destinate al traffico, non potendo smaterializzarsi. E non sarà neanche "leggera", una boiata inesistente che viene lasciata ai fantasisti del Corrier-ino Fiorentino, ai bufalari del web e forse (ma la notizia non è confermata) ai 5 Stelle.  Poi ovviamente niente filobus in centro come alternativa (non credo piacerebbe alla cava pvofessovessa Ginevva Cevvina Fevoni bavonessa Vicasoli),  un'idea strampalata. E neanche busvia, jumbo bus e simili, che prendono lo stesso spazio di una tramvia, e un po' di più, con minore capacità di trasporto, cantieri e costi molto simili.

lunedì 31 dicembre 2018

Corriere (fiorentino): rivelazioni sulla tramvia per Bagno a Ripoli

Caro Corriere Fiorentino, l'anno volge al termine con tue parole scolpite nella pietra sul rovente tema della tramvia fiorentina. Dopo che la strada era stata aperta dal Direttore con un editoriale, anche un suo giornalista si è lanciato in proposte concrete. Un buon segno, nel desolante quadro di sbraitamenti a vanvera a destra e a manca. Passano in secondo piano affermazioni di corrosivi critici, a sentir i quali le autorevoli penne parlano di cose che non conoscono, ma facendo finta di saperne molto e di avere geniali soluzioni in tasca. Che sfacciataggine!! Altri commentatori però suggeriscono che la prestigiosa testata disponga di ottimi esperti, che i giornalisti e lo stesso direttore consultano prima di uscire con articoli ed editoriali su temi complessi e di grande attualità, come appunto la mobilità cittadina, le tramvie, l'urbanistica ecc.
Oggi su queste modeste pagine web, dopo le lodi sperticate al Piccolo Scrivano Fiorentino (clicca per leggere) per il suo articolo sulle "alternative alla tramvia", non possiamo esimerci dal prendere in esame quanto scriveva pochi giorni prima il Direttore in persona, in autentiche arringhe ai suoi numerosissimi e affezionati lettori, con un memorabile pezzo (reperibile  in originale con un click verso il sito del quotidiano).
Ma veniamo al succo, cominciando dalle  considerazioni estetiche.

La tramvia per Bagno a Ripoli, secondo il Direttore, comporta "lo stravolgimento urbanistico e scenografico della città ottocentesca realizzata dall’architetto Giuseppe Poggi".  
Ma i viali e l'intera città non erano già deturpati da binari, pali, cavi, ai tempi del grande urbanista fiorentino? E lui, il grande architetto, ha sventrato Firenze e fatto abbattere le mura medievali, per inorridire poi nel far circolare tram (sferraglianti, prima a cavalli, poi a vapore e infine elettrici) fin dentro l'opera della sua vita, carne della sua carne?

sabato 29 dicembre 2018

Il piccolo scrivano fiorentino

Il melenso libro per ragazzi di De Amicis, con la Piccola Vedetta Lombarda e altre storie strappalacrime, non ci dimentica e ci fa gonfiare il cuore di orgoglio cittadino con il Piccolo Scrivano Fiorentino. 
Ma se le orride imprese del malvagio Franti ("e l'infame sorrise ...") fossero storie manipolate ad hoc, in stile giornalismo da colonna infame?
E se ci fosse nella realtà anche un Garrone, l' "anima nobile", che con la sua forza difende i più deboli?
Ma la domanda davvero assillante è: cosa ci riporta a tempi lontani e a inquietanti spiriti patriottici?
Non ci crederete, ma è il Corrier(ino) Fiorentino e il suo odierno fondo su "L'ALTERNATIVA ALLA TRAMVIA". Originalissimo titolo che già da solo farebbe concorrere ad un qualche premio a giornalismi dei più vari.
Il pezzo ha il pregio di concentrare in poco spazio tutte le alternative fasulle, esistenti solo per chi ci vuole credere. Vediamole. Il giornalista ammette (bontà sua) che anche la busvia si prenderebbe due corsie sui viali (in realtà occupano più spazio dei binari del tram, ma tale know-how sarebbe pretendere troppo). E passa quindi al filobus (stesso ingombro) da far transitare però in centro, invece che sui viali. Con cavi aerei (doppi). Alt, però il giornalista ci svela si potrebbero far andare a batteria, no? E qui si capisce subito che non si è preso la briga di studiacchiare la materia, magari solo di dare un colpo di telefono a qualche esperto. La trazione a batteria è praticabile solo per brevi tratti. Come per le tramvie. E da dove dovrebbero passare questi ipotetici filobus? Oltre che in centro (con doppi cavi quasi dappertutto), su quale ponte, quali lungarni, o tratti dei viali?

lunedì 24 dicembre 2018

La tramvia la usa solo chi prima prendeva il bus ... o no?

Dopo la partenza del tratto Stazione-Careggi, convogli subito strapieni di passeggeri a tutte le ore del giorno e della notte; quelli che sentenziavano "non la prenderà nessuno", si sono prontamente rifugiati in altre costruzioni verbali. Chi usa la tramvia, secondo loro, sono gli stessi che prima si muovevano in bus. Anzi, sono stati "costretti", in un mefistofelico piano per poter esibire successi.
Una banale riprova empirica, alla portata di tutti, era chiedere in giro dopo esser saliti sul tram. Ma chi non ci sale mai, trova difficoltà, e allora bisogna affidarsi ai crudi numeri e alle indagini. Tralasciando la banalità che quelli che sono passati dal bus alla tramvia prima ci mettevano ore imbottigliati nel traffico e ora su ferro qualche decina di minuti ...
Ma veniamo ai crudi numeri.
Sono state fatte varie rilevazioni, con classici metodi statistici (interviste a bordo su campione significativo), prima che la T1 venisse prolungata. Fra i tanti dati raccolti, molto significativi che "il 24% dei passeggeri prima dell’avvio della tranvia utilizzava un mezzo di trasporto privato".
E' tanto, e anche poco. Spostamenti ben più massicci di quote di mobilità da auto a tramvia si hanno con una rete completa, di cui al momento non c'è neanche 1/3, forse 1/4 o ancora meno del necessario.

domenica 23 dicembre 2018

M5 a Milano - o un poteano fare i' metrò anche da noi !!

Importanti e buone notizie da Milano: la M5 verrà prolungata fino a Monza.
In sintesi:
12 km = 1,237 miliardi - in parte in superficie e di tipo "leggero", meno costoso - 10 anni previsti

Si tratta di stime, non c'è ancora un vero progetto, quasi inevitabile che i costi finali saranno superiori, come successo per tutte le altre linee a Milano e nel mondo. Eh già, le metropolitane, fisiologicamente, hanno imprevisti più o meno massicci. Anche a Vienna, Berlino, Parigi ecc
In ogni caso un costo previsto molte volte superiore a quello di una tramvia, cosa arcinota e logica: 100 milioni € a Km circa per la M5 (le stime medie arrivano a 200 milioni), invece di 20-40 per le tramvie.
Sia chiaro: è la scelta giusta per Milano, che viene collegata a Monza, su distanze notevoli e numero di passeggeri da spostare, molto superiori a qualsiasi ipotesi per Firenze.
I cittadini si godranno anche lunghi anni di cantieri nelle strade e nelle piazze, e i disagi verranno ricompensati.

venerdì 21 dicembre 2018

Milan l'è ... e Firenze? E l'Europa?

E' facile rendersi antipatici portando modelli europei, nella mobilità come in tanti altri campi (diritti civili, stato sociale, ricerca scientifica, qualità della vita ecc).
In particolare suscita le ire dei provinciali ("io non ci vivrei", oppure "qui è diverso" o anche "Firenze l'è uniha/la città più bella di' mondo" ecc).
E se invece per una volta si prendesse ... Milano come esempio? La metropoli del nord balzata al vertice della qualità della vita in Italia, sì, proprio quella.
La "capitale morale d'Italia" è stata a lungo governata dalle peggiori destre, quella post-tangentopoli e quella razzista o finto cristiana.
Poi ha avuto l'illuminato Pisapia, ora il grigio Sala.
Sicuramente non ha mai perso i riferimenti e un
substrato culturale di efficienza, ma anche cosmopolita, con lo sguardo verso l'Europa e il mondo.
Milano ha istituzioni culturali di prestigio internazionale: La Scala, Brera, le sue Università e roccaforti della ricerca, l'Ultima Cena ...

giovedì 20 dicembre 2018

720 ogni 1000 (automobili/abitanti)

Che Firenze sia ai vertici mondiali per rapporto fra abitanti e automobili si sa da anni, da fonti varie ma sempre convergenti su valori enormemente più alti di quelli di altre città europee.
Il dato è incontestabile ed è la causa innegabile della paralisi che attanaglia Firenze da decenni. Può essere consultato con qualche clic sulla fonte originaria, il CNR, riportato anche dall'ARPAT sul suo sito, e in forma divulgativa su notiziari, giornali ecc.  per es. qui.

Ma come in società che credono ai totem, si scatena prontamente l'isterismo di masse che vedono all'orizzonte la rinuncia ad uno dei feticci della loro vita: l'automobile.
I tentativi di sfuggire all'ira divina sono dei più vari.
  • la semplice negazione, magari condita con chiacchiere da bar della serie "sono invenzioni da ecologisti e radical chic".
  • la bizzarra affermazione che allora bisogna "adeguare le infrastrutture", quindi superstrade a 6 corsie sventrando interi quartieri di Firenze e parcheggi nell'intero sottosuolo della città
  • capri espiatori ormai classici quanto paranoici come la tramvia (con il paradiso di traffico di anni precedenti, nei loro sogni), i semafori (danno la precedenza a 280 persone su un tram di 32 metri e non a 280 auto in fila per 1,2 km) , o addirittura le biciclette che "intralciano"

mercoledì 19 dicembre 2018

L'assalto al Palazzo d'Inverno e la mobilità

Dei circa 70.000 utenti al giorno della (unica linea di) tramvia una fetta era "contraria" prima e durante i cantieri (di durata poco sostenibile) o nelle (troppo) lunghe attese delle realizzazioni. Ora la utilizzano e non urlano più, anzi ne sono piuttosto soddisfatti. Per essa oltre il 20% di passeggeri ha lasciato il mezzo proprio. E anzi, dopo aver sentito che "non la prenderà nessuno", semmai c'è un problema all'opposto di quelli degli sbraitatori da bar o professionali: è già al massimo delle sue capacità, in certi momenti oltre la saturazione. E quindi ne servono altre linee, diramazioni, maggiore capienza.
Che politicanti di destra o ultra-destra colgano ogni occasione per lanciare lamentazioni e ululati ha una sua logica, anche se prettamente da italietta provinciale e arretrata di 30 anni. Ad onor del vero tramvie (o reti ciclabili, o centri chiusi al traffico) ne realizzano o modernizzano città  europee governate da sinistra, centro o destra, quasi senza differenze, e con le stesse modalità: "invasive", che sottraggono spazio al traffico, in sede propria, con binari, pali e cavi ecc. Ma si sa, "qui è diverso", cioè siamo tagliati fuori dal mondo civilizzato, nella mobilità come in tante altre cose.
Strabiliante è invece che ci siano ferventi rivoluzionari, ultra-sinistre e addirittura "ambientalisti" che si schierano con piglio battagliero a favore dello status quo denso di automobiline (circa 70 ogni 100 abitanti a Firenze, ai vertici mondiali, oltre che italiani ed europei - vedi QUI), gipponi di signore impellicciate o Panda scassate. La varietà di questi oppositori è infinita: radical-ecologisti che si incatenano ad alberi morenti per gas di scarico, esponenti di Italietta Nostalgica (ops, Italia Nostra-na, scusate) che preferiscono i marmi del Duomo anneriti dallo smog al passaggio di tram in centro, ancor più strabilianti quadri del sindacato di base USB,  o fieri sostenitori della decrescita felice, uniti nella lotta per conservare il posto macchina sotto casa, continuare a scorrazzare nei modi più insensati e devastanti chiusi nella loro scatoletta di latta, con sosta selvaggia su marciapiedi, strisce ecc (ecchecazzo, non c'è mai posto, perché non ci fanno parcheggi sotterranei gratis da 300.000 posti per levare le macchine dalla strada?).
A tutti questi l'idea banale che l'immobilità e molti altri guai anche sociali vengano dall'enorme numero di auto in circolazione e in sosta pare un complotto della Trilaterale, della Bilderberg o di Rockfeller per opprimere il popolo!

martedì 18 dicembre 2018

L'idiota (e i bufalari)

Ma non quello di Fëdor Dostoevskij eh ...
Facciamo qualche passo indietro. In un breve scambio di idee all'interno della squadra di Firenze Immobile è emerso un dubbio: a che serve interloquire con evidenti idioti che sparano cazzate su Facebook e simili?
In effetti a nulla, in se, ma dopo una animata discussione di 63 ore circa si è arrivati ad una conclusione che trova conforto in numerosi studi scientifici, detti e saggi satirici sugli stupidi e la stupidità umana (*).
Le cazzate che possono tirar fuori i bufalari superano ogni immaginazione. Nessun approccio razionale è in grado di prevedere il prossimo sfondone che porteranno in campo.
D'altra parte il numero degli stupidi, seguendo Carlo Maria Cipolla, è enorme e sempre superiore ad ogni aspettativa o tentativo di stima probabilistica.
Interloquire con uno o più bufalari, al bar (che però frequentano molto loro ma pochissimo noi), nel luccicante mondo virtuale dei social network o in (rari) dibattiti pubblici, permette di far emergere cazzate mai sentite prima, e quindi di confutarla, smentirle, sputtanarle.
O anche di recepire nuove argomentazioni di bufale vecchie come il cucco, anche in questo caso provvedendo a portarle all' (ovvio) ridicolo.

giovedì 13 dicembre 2018

Pink Floyd a Firenze

No, non a Pompei, quelli erano la celebre formazione Gilmour-Waters-Wright-Mason.
Ora si torna agli albori, con il mitico Syd Barrett, che in una delle sue crisi allucinatorie avrebbe inventato il nome di uno dei più grandi gruppi rock progressive di tutti i tempi, su suggerimento delle "vocine" o forse degli extraterrestri.

Dunque, cosa porta, a distanze di decenni, i Pink Floyd a Firenze? E ancor più, perché scriverne su Firenze Immobile, che di musica non si occupa, o soltanto qualche suo autore in altri spazi web e momenti della vita reale?

Eppure, per quanto strano possa sembrare, un nesso c'è. Come per es. un annetto fa scrivemmo di un ben più rovente abbinamento, "il sesso orale e l'Ataf"(cliccaci sopra).

Per ora il misterioso nesso fra Pink Floyd e mobilità lo teniamo segreto, forse lo capiranno alcuni aficionados, ma sarà svelato a tutti in una prossima puntata, qui sulle pagine di Firenze Immmobile.

Non ce ne vogliate, pazientate un po'.

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PS Dopo tutta 'sta pappardella ti vuoi ristorare ascoltando i Pink Floyd, vero? 
Ti capisco, basta un click qui .

mercoledì 12 dicembre 2018

La leggerezza (dell'essere? insostenibile?)

Milan Kundera non avrebbe mai pensato che il suo celebre romanzo e le gesta erotiche in esso celebrate poeticamente, trovasse echi nella Firenze del 2018. Forse la cosa gli giungerà all'orecchio, non è ben chiaro se lo rallegrerà o forse lo incupirà.
Epigoni al limite del ridicolo, in tempi sciagurati, su temi strampalati e orge di cazzate virtuali, ce ne sono in abbondanza per una narrazione di grande attualità.
La parola "leggerezza" ha fatto breccia nell'immaginario, e anche nella loquela spesso sgrammaticata, di urlatori fiorentini a proposito di sistemi di mobilità per la città, a volte facendo riferimento a futuristiche invenzioni cinesi, o francesi, o semplicemente nella testa di auto-nominati esperti diffusori di bufale, favole e altre scemenze.
Il SottoSopraIntendente Pestina, quello che nella rovente polemica sull'alimentazione da catenaria della tramvia in piazza Stazione, ci ha lasciato un vera pietra miliare: "ci sono oggi sistemi più leggeri" ecc ecc, riportato con roboanti toni sul  foglio di provincia La Fazione, da un giornalista in odore di premio Pulitzer. Nessuno ha avuto la possibilità di domandare all'autorevole archeologo e auto-nominato ingegnere quali sarebbero questi "sistemi più leggeri" di cui parla (vedi qui un'ipotesi) e in che modo potrebbero essere utilizzabili per non ricordare all'arch. Michelucci, che, sì, intorno alla sua stazione, prima, durante e dopo la costruzione c'erano fasci di binari, pali e grovigli di cavi dei tram.
Sul tema si era gettata con fervore anche la pvofessovessa Ginevva Cevvina Fevoni bavonessa Vicasoli (ci si perdoni se riprendiamo la pronuncia e la grafia di un ammiratore di nobili origini ...), con il suo celebre grido di dolore sulla "bellezza violata" in cui, da docente di diritto costituzionale, assurgeva ad autorità mondiale di estetica dei trasporti.

martedì 11 dicembre 2018

ZTL libera, finalmente

Il Corrierino Fiorentino, edizione locale di un prestigioso quotidiano nazionale, ci fa tirare un sospiro di sollievo!


Dopo decenni di sofferenze, finalmente la corporazione dei bottegai l'ha spuntata. Per entrare in ZTL non serviranno più mille trucchetti, o correre rischi (dalla multa fino al processo penale per falso o sostituzione di persona).
E al contrario di quanto dicevano i profeti di sventura la cosa funziona a meraviglia.
Sparite come d'incanto le colossali code sui viali, che duravano ore nonostante le 6 corsie a disposizione. Ora passano agevolmente da Santa Croce fino a Porta al Prato.
I residenti che si lamentavano della sosta selvaggia nei posti a loro riservati, stranamente ora trovano sempre parcheggio, come del resto i tanti clienti di mutandoteche e pizzerie tossiche.

lunedì 10 dicembre 2018

Firenze batte Amsterdam



Oltre che da Amsterdam un vero pellegrinaggio, da parte di politici, dirigenti, tecnici, soprattutto da città considerate finora al top per sistemi di trasporto e congestione del traffico al minimo. Arriva il prof. H. Knoflacher del Politecnico di Vienna, spodestato dai riconoscimenti come uno dei massimi esperti mondiali del settore. Il Sindaco di Copenhagen con un suo assessore, ormai retrocesso dalle prime posizioni dell'universo per vivibilità, riduzione del traffico e ciclabilità, cerca affannosamente di recuperare posizioni in una spedizione segreta a Firenze. Anche Berlino, governata da una malefica coalizione fra socialdemocratici, ex-comunisti e verdi, opta per una missione sotto copertura, in stile KGB. Le loro 24 linee di metropolitana con carico bici, 26 tramvie che tolgono spazio al traffico, le strade semivuote e i miliardi di piste ciclabili stanno sfigurando di fronte al modello Firenze. Delegazioni da Siviglia e Monaco di Baviera seguono corsi presso la DirezZione Im-Mobilità, gestiti dall'ing. Farfuglia, diretti dal geom. Caronte e tenuti in persona dal celebre arch. Cortignocchi. Devono capire come non fare piste ciclabili, o farle male, per tenere basso il  numero di utenti della bici, in modo che non intralcino.

domenica 9 dicembre 2018

Pedone travolge TIR, giro di vite contro le mamme con passeggini



(senza parole)

Nella categoria del mondo alla rovescia qualche altra chicca (da cliccare):