
Nel processo canonico che porta un personaggio ad essere dichiarato santo, vengono vagliati i suoi atti, e talvolta si inciampa in cose non propriamente onorevoli o espressione di fede incrollabile.
Scavando appena un po' emerge che l'eroico dirigente ha per esempio approvato una fantastica opera che coniuga modernità, business e patrimonio storico intoccabile: la funivia dentro al Giardino di Boboli, come riferisce l'autorevole quotidiano La Nazione (vedi il titolo a destra e l'articolo qui).
Nel pensare male (a volte ci si azzecca) saltano fuori altre imprese del funzionario in questione: la residenza da favola di cui usufruiva a prezzi stracciati nel complesso di Palazzo Pitti e di nuovo Boboli, peraltro in buona compagnia di altri alti personaggi del Ministero per i Beni Culturali. E' sempre La Nazione che nel 2016 ce lo racconta (oltre al titolo nella figura destra, ancora un articolo tutto da cliccare e leggere).
Poi, in tempi recentissimi, ci sarebbe da chiedere al Sopraintendente Pessina come mai non è partito alla carica lancia in resta contro gli abbattimenti di alberi secolari sui viali dei colli, anche quelli lasciatici dall'arch. Poggi. Beh, certo lì non ci passano tramvie.