Firenze Im-mobile

Una città assediata da valanghe di auto e motorini, continuamente in movimento, eppure (o forse proprio per questo) terribilmente IMMOBILE .

venerdì 16 novembre 2018

Un' si potrà più rifare le facciate!!

Un'immagine dice più di mille parole ...
Figuriamoci 2-3-4 foto dal vivo, scattate pensando a chi farfugliava che dove passa la tramvia "un' si potrà più rifare le facciate!!"


  
A volte trattenersi dall'infierire è molto difficile

giovedì 15 novembre 2018

Avvelena anche te, digli di smettere!

Un tizio fuma come un turco ("Avvelena anche te, digli di smettere!", recitava un antica campagna di Pubblicità Progresso).
Gli viene diagnosticato un tumore. Va ridotto e poi operato.
Il medico gli dice anche che sta mettendo in pericolo figli, familiari, colleghi ecc
Ma il tizio segue la trasmissione di Vanna Marchi, la contatta e quella in cambio di 20.000 euro gli promette la guarigione grazie alle mirabolanti arti del Mago do Nascimiento.
Il tizio ci casca, pensa di evitare invasive cure e interventi chirurgici.
Tizio si aggrava ... Alt, evitiamo il finale macabro

E cosa c'entra con la mobilità, ovvero con traffico da terzo mondo, tramvie, ZTL, reti ciclabili ecc?

C'entra molto.

mercoledì 14 novembre 2018

le piste ciclabili della DireZione Im-Mobilità

Quasi tutto il dibattito sulla mobilità si è concentrato in questi mesi sulle tramvie. Qualche osservazione giusta e utile, e un'orgia di bufale, favole, ma soprattutto di mugugni per chi, poverino, si sente penalizzato nell'uso dell'auto.
Spostando un attimo la visuale in tema di mobilità ci si trova però di fronte ad opere completamente in mano alla DireZione Im-Mobilità, (comunale), diversamente da quelle della tramvia (esternalizzata). Ad es. la ciclabilità, per cui i "tennici" fiorentini sono famosi nel mondo (vedi qui per esempio), ormai presi a modello in tutta Europa, con  viaggi di studio a Firenze di quotatissimi esperti danesi, olandesi, svizzeri, tedeschi ed anche estoni o sloveni.
Ultimissima realizzazione è un prolungamento di un centinaio di metri della pista ciclabile di viale Lavagnini, che risale al 90 (28 anni fa) e è ad onor del vero abbastanza ben fatta.

venerdì 9 novembre 2018

Sosta selvaggia, chi l'avrebbe mai detto?

Il giornaletto web FirenzeToday qualche volta l'azzecca, anche se raramente. Per esempio in questi giorni nell'evidenziare che alla "riqualificazione" di via Gioberti è seguito l'immediato ritorno alla normalità, consistente nella usuale, devastante, sosta selvaggia su strisce e marciapiedi.
Eppure il giornaletto di provincia riesce lo stesso a infilarci uno sfondone. La causa di ciò sarebbe il "taglio di posti auto", e non la consolidata abitudine al parcheggio abusivo, "tanto l'è un minuto", nella consapevolezza della quasi assoluta impunità - e gratuità - del civilissimo comportamento.
Con tale strampalata logica i coraggiosi giornalisti d'inchiesta di FirenzeTudei (ops), in attesa del premio Pulitzer, si avvicinano alla proverbiale genialità dei "tennici" della DirezZione Im-Mobilità, che hanno impiegato tempi esorbitanti per progettare e realizzare quella che loro chiamano "riqualificazione".  Ma banalmente si sono dimenticati di installare piolini ("dissuasori della sosta") lungo il margine esterno dei marciapiedi e di altri spazi di vivibilità ricavati nella strada.
Piolini che peraltro erano già presenti in vari tratti (ma in numero insufficiente), prima della "riqualificazione".
Politici e tecnici avranno forse pensato che il nuovo look avrebbe magicamente rieducato gli automobilisti e fatto sparire la pluridecennale sosta selvaggia dovunque ci sia qualche centimetro occupabile?

giovedì 8 novembre 2018

Ai barre si parla di tramvia

In un bar di periferia sembra di essere tornati agli anni 60.
Tra un caffè corretto, un gottino e un tramezzino si scatenano dottissime e profonde discussioni, che solitamente finiscono con pacche sulle spalle.

Ma oggi c'è un cliente che ci capita raramente, e l'atmosfera si surriscalda ...

Il tema ovviamente:
la tramvia

B: L'ha unn'è adatta a Firenze, c'è le strade strette ...
S: Viale Morgagni o via dello Statuto le sarebbero strette??
B: la piglia tutt' i' posto, un' si circola più, maremma impestaha! 
S: Infatti ai traffico gli va leato lo spazio, eh son 30 anni che ci impestano unnicosa
E: Le tvamvie sono fatte pvopvio pev passave in ogni geneve di stvada e spazio uvbano, anche in situazioni più anguste di quelle di Fivenze. Se vuole si faccia qualche viaggetto e vedvà. Ma penso che scvivevò un avticoletto in matevia.
Lo spazio stvadale va vedistvibuito, è il tvaffico invasivo, devastante e causa della pavalisi, oltve che di inquinamento, incidenti ecc. Se c'è un cancvo (pev esempio le tvoppe auto) qyuello va pvima ridotto e poi aspovtato, non si può lasciavlo com'è e pvetendeve che il malato viva bene altvi 20 anni. Si aggvavevà, fino a movive.

lunedì 5 novembre 2018

Le busvie, le preferenziali, ma blindate oh!!

Uno dei tanti mantra che si leggono in giro è che "invece della tramvia bastavano le preferenziali" (o busvie, per i raffinati).
Chiunque abbia preso un bus delle linee forti (es. 6-14-17-20-23 ecc), già per larghe parti su corsie riservate, sa per esperienza diretta che si resta incastrati nei colossali ingorghi del traffico, le corse hanno orari teorici, ci si mettono secoli per tragitti irrisori, spesso passano 2-3 anche 4 vetture della stessa linea accodate l'una all'altra.
In altre parole, l'effetto è modesto, i tempi di percorrenza lunghissimi e dettati dal traffico (invasivo), affidabilità e puntualità inesistenti. Nei casi peggiori, cioè spesso, siamo alla quasi inutilità, con il carico di traffico attuale, che però non si vuole ridurre (anzi "tutelare")  basando tutta la mobilità su gomma ("meno ingombrante" ...) e corsie preferenziali invece di tramvie, le quali, orrore, si prendono circa 3,5 metri di carreggiata per ogni direzione (cioè come una preferenziale). Che l'effetto sarebbe altrettanto invasivo pare sfuggire al nostro predicatore di "soluzioni alternative".

domenica 4 novembre 2018

Gli spinaci e i "costi medi europei delle tramvie"

Il cartone animato "braccio di Ferro" (Popeye in America) ha segnato varie generazioni. Quando il pericolo era al massimo, lui tirava fuori una scatoletta di spinaci, la trangugiava, e zac, grazie al contenuto di ferro la sua forza si decuplicava, sbatteva a terra i cattivi, salvava la povera Olivia e il bene trionfava.
Ebbene , quella dell'alto contenuto di ferro negli spinaci è un falso.  Probabilmente saltato fuori fra il 1870 e il 1890 (forse un errore di trascrizione), arrivato fino ad oggi e poi clamorosamente smentito pochi anni fa.  Una bufala durata oltre un secolo.
Un classico, una cazzata che nessuno ha verificato, nonostante dovesse suscitare molti dubbi, e diventata verità, un fatto neanche messo in discussione.

sabato 3 novembre 2018

Le meraviglie del jumbo bus


esempio di jumbo bus
Tornano ad echeggiare vantaggi e meraviglie del "Jumbo bus". Mettiamo ben in chiaro: 
  • richiede sede propria, come la tramvia 
  • necessario lo spostamento dei sottoservizi, come la tramvia (scavi, durata e impatto dei lavori ecc)
  • non transita su strada ma su due strisce apposite per lo scorrimento delle ruote, che richiedono cantieri, come la tramvia, 
  • non è affatto più flessibile, per cambiare percorso servono altri cantieri, come la tramvia 
  • in compenso ha capacità di trasporto minori 
  • costi di esercizio superiori che annullano il relativo risparmio nella cantierizzazione rispetto alla tramvia
In breve non sostituisce una tramvia, al massimo potrebbe essere una linea minore che porta ad uno snodo o capolinea o ad una stazione ferroviaria. Tutto chiaro?

giovedì 1 novembre 2018

Quale mobilità per Firenze, fuori dalla paralisi

Firenze è attanagliata da decenni da un traffico da terzo mondo, che è alla base di molte problematiche, di cui l'inquinamento è solo una. La paralisi quotidiana, fino all'immobilità, sottrae ai cittadini ore al giorno e quote di reddito. L'alta incidentalità, forte su bambini e anziani, l'incidenza di malattie da smog, gli alti costi sanitari per l'intera comunità, e l'impatto sulla vivibilità dell'ambiente urbano sono altri esempi tangibili.
I numeri parlano chiaro, e non ci fanno onore: Firenze è ai vertici mondiali per il numero di automezzi per abitante, e ancora più grave, per il suo utilizzo negli spostamenti quotidiani, intorno al 70%.
Da decenni vediamo strategie deboli, esitanti, fortemente depotenziate da un coacervo di interessi particolari, lobby e corporazioni, o semplicemente dalla resistenza ad ogni cambiamento, visto come minaccia.
Alcuni esempi: la realizzazione della ZTL nel 90 fu all'avanguardia in Europa, con grande risonanza internazionale. Molte città del continente hanno seguito quella strada, sono andate avanti e ben oltre nella riduzione del traffico sulle aree urbane. Firenze si è fermata, e ha visto anzi una progressiva corrosione del modello, oggi colabrodo e terreno fertile per schiere di furbi più o meno tollerati.
Due altri esempi di strategie esitanti e in grande ritardo: la rete tramviaria, lanciata ai tempi della Giunta Morales (89) ed oggi, dopo 28 anni, limitata alla sola linea Scandicci-SMN, recentemente prolungata fino a Careggi. La rete ciclabile, partita con i mondiali del 90, e rimasta quasi la stessa per lunghi anni,  o peggiorata, o con ampliamenti frammentati e sconnessi, fino a renderla spesso inutile e dannosa per chi la usa.
Nel primo caso si tratta di massicci investimenti e grossi impatti sull'intera viabilità , nel secondo di costi modestissimi con grande ritorno in mobilità. La sorte simile indica la scarsa volontà politica, strategie deboli o inesistenti, mancanza di coraggio nell'affrontare trasformazioni che hanno avuto luogo e proseguono a grandi passi in tutta Europa. Ed è da lì che possono provenire modelli e soluzioni già sperimentate e ampiamente replicabili, con modesti adattamenti. Alla faccia del “prima gli itaGliani”.

lunedì 1 ottobre 2018

I giornaletti e la tramvia di Siviglia

In fondo li capisco, i redattori delle testate web. Se i grandi giornali, le loro cronache locali, non di rado firme autorevoli, scrivono a vanvera di cose che non conoscono, perchè non dovrebbero farlo loro, che hanno pochi mezzi e devono guadagnarsi con fatica la pagnotta?
Però potrebbero cercare di elevarsi sopra al livello spesso infimo dei loro fratelli maggiori, acquistabili (sempre meno) nelle edicole. In fondo non è necessario laurearsi in ingegneria dei trasporti o in urbanistica, basta consultare fonti accessibili e comprensibili a chiunque.

Su Nove Firenze del 1-10-2018 appare un interessante articolo sulla tramvia di Siviglia, raffrontata a cosa è stato fatto a Firenze.

L'autore sottolinea coerentemente che nella capitale dell'Andalusia c'è stato un'ampio ridisegno della mobilità e della vita quotidiana, evidente anche per l'attenzione alla bicicletta e ai mezzi elettrici a due ruote. Infattti, anch se l'autore non lo dice (forse non lo sa) circa in contemporanea ai lavori della tramvia fu realizzata una rete ciclabile che copre tutta la città, andando (udite udite!) ad erodere spazio a traffico e sosta.

domenica 30 settembre 2018

La monorotaia

La frequentazione di Facebook e altri spazi web è inestimabile. Si trovano idee che cervelli raziocinanti, senza neanche bisogno di studi specialistici, mai avrebbero partorito, o solo appena accennato.
Purtroppo la nostra famigerata penna con la erre moscia oggi non era raggiungibile per una intervista dal vivo. Pare sia in viaggio, di lavoro o di godimento non è ben chiaro.
Non potremmo perciò pubblicare fedelmente domande e risposte, ma non vogliamo privare i lettori di cotanto gaudio, ancorchè senza erre moscia. Riportiamo semplicemente da trascrizioni e appunti quello che il noto aristocratico fiorentino ci ha rivelato. Ecco a voi, qui sotto.

Dopo le più gettonate alternative alla tramvia, come il metrò (clicca qui) e il filobus, agli antipodi l'una dall'altra, e senza senso alcuno nonostante l'apparenza, il treno (altro click) o i mitici bussini elettrici, si fa avanti una nuova sconvolgente idea: la sopraelevata, ovvero quello che in realtà si chiama "monorotaia".
No, non è uno scherzo, è stata davvero proposta, per di più da gente che sbraitava che la tramvia "devasta Firenze", è invasiva, non è compatibile con una città di "impianto medievale", rinascimentale, e anche etrusco o romano. Quelli insomma che urlano all'orrore per i pali e i cavi da cui prendono corrente gli orridi convogli che portano 280 persone ogni 4 minuti,  proprio loro: truppe cammellate all'insaputa della famosa "pvofessovessa Ginevva Cevvina Fevoni bavonessa Vicasoli, nota espevta mondiale di estetica dei tvaspovti", per citare il nostro amico dalla erre moscia.
In effetti di "sopraelevate" ce ne sono alcune a giro per il mondo, vedi quella in foto in Estremo Oriente.
Pare anche che, a detta di chi la propone per Firenze, ce ne siano di "più belle", ma qui si perdono le tracce.
E' un po' una caratteristica dei "NoTram" quella di sparare assurdità: prima una, smentita, poi si passa ad un'altra, assurda, la terza, ma viene sputtanata, e si torna alla prima, come nulla fosse. Però è interessante far uscir fuori tutte le soluzioni più strampalate del mondo, se ne scopre sempre una nuova. Quella della monorotaia, la sopraelevata, batte tutte quelle sentite finora.

lunedì 24 settembre 2018

Tramvia e fisica quantistica

La famigerata tramvia ha avuto effetti disastrosi o miracolosi, a seconda delle voci che girano.
Senza scomodare il mio amico con la erre moscia, potrei raccontarvi di come siano comparsi milioni di ferventi ecologisti, passando da infima minoranza sbeffeggiata a potenti portatori di interessi, come le alberature, lo smog stando in coda in auto ecc.
C'è stata anche l'accresciuta sensibilità al destino degli altri, nel caso per es. di qualcuno in ambulanza, a sirene spiegate, ma bloccato in coda, verso Careggi o il CTO. Ce ne occuperemo nelle prossime puntate, per la gioia dei nostri lettori.
Oggi invece una faccenda davvero di difficile comprensione: la tramvia e la fisica teorica, e più precisamente l' "entaglement quantistico", uno dei fenomeni più discussi da parte di ometti del calibro di Einstein, Bohr, Schrödinger e altri ancora.  Roba davvero ostica ("controintuitiva") anche per i fisici, figuriamoci per l'uomo della strada, chiuso in coda nella sua Panda, furgone o gippone.

lunedì 10 settembre 2018

Firenze batte Amsterdam sulla ciclabilità!

A Firenze notoriamente usano la bicicletta alcune migliaia di persone al giorno (fra le 20.000 e le 30.000 secondo varie rilevazioni), fra cui schiere di pendolari che arrivano in treno e poi inforcano il velocipede per raggiungere i posti di lavoro. Da stendergli tappeti rossi, come minimo.
E invece lo fanno  in gran parte in modalità "fai-da-te".
Il "genio fiorentino", o l'italica "arte di arrangiarsi", si potrebbe gridare ai quattro venti, che non trova però riscontro nell' impegnativa opera dei "tennici" della DirezZione Im-Mobilità.

Ogni tanto però la culla del rinascimento è anche teatro di qualche pensata geniale, che forse affonda le sue radici nei geni universali Leonardo, Leon Battista Alberti o Brunelleschi.
Che Firenze voglia diventare un modello universale di  interventi peggiorativi sul tema cruciale della continuità delle reti ciclabili?
Solo un esempio, unico in Italia e nel mondo: attraversamenti ciclabili (i cosiddetti "quadrotti", vedi foto) che deliberatamente vengono coperti e trasformati in "strisce pedonali", sul percorso di piste ciclabili. Una creazione a più mani che non ha eguali in nessun angolo dell'universo, sconosciuta al codice della strada, con l'unico effetto di rendere pericolosi gli attraversamenti per ciclisti e pedoni. Non si sa più se in bici si ha la precedenza (sugli attraversamenti ciclabili sempre, al pari delle strisce per i pedoni),  non riconoscibili dagli automobilisti ("devi scendereeeeeeeeeeeee!!").

giovedì 9 agosto 2018

Ma se faceano i' metrò unn'era più comodo e sverto pe' movessi?

Eccoci di nuovo a porre domande che 'le sargano dalla gente', oltre che da molti politici ed esperti, sui vantaggi del metrò rispetto alla tramvia. Il nostro interlocutore dall'erre moscia stavolta non avrà risposte così facili!
(nella precedente intervista si era trattato dei disagi che non ci sarebbero con il metrò ... - da cliccare)

D.: Le metropolitane sono sistemi più efficienti, veloci e comodi delle tramvie, per gli utenti. Lei concorda almeno su questo vero?

R.: E' una vulgata molto diffusa, ma vavamente veva. Un metvò non è più efficiente in tessuti uvbani densi, come quavtieri vesidenziali o con sevvizi, uffici, posti dove lavova la gente. E ovviamente non nei centvi stovici o immediate vicinanze. Il vantaggio delle metvopolitane si viscontva solo su notevoli distanze e nel tvaspovtave gvandi masse di pevsone, perciò solo in grandi città come Londva, Pavigi, Bevlino ecc. Dove poi spesso, nelle pevifevie, non sono più in sottevvanea, ma escono in supevficie.

martedì 7 agosto 2018

Oh un' bastava i' treno 'nvece della tramvia?

"Un c'era bisogno di tutto 'sto hasino della trammvia, anzi un c'era da fa' nulla, c'è digià i' treno, maremma 'mpestaha", borbotta uno ai barre mentre quell'antro che l'ascorta legge di straforo La Nazione da dietro uno ai tavolino.
Poi gl'entra uno colla maglietta rossa, ma di marca eh, una Lacostte che la hosta un botto, gni manca solo i Rolex ai porso. Gnè di sihuro un di que', come si chiamano, radicall-chicche, infatti gn'è arrivaho in bicigretta, 'nsiem a una topa holle cosce all'aria, anche quella dimorto snobbe.
E co' quell'aria superiore, mentra gl'ordina du Martini (girahi, mica agitathi eh?? come quelli di Geims Bondde), ni' sentì que' discorsi, gl'azzarda una domanda: "ma lei scusi pev andave a Caveggi pvende il tveno?"
"Sie bonaaa, un' so neanche quande passano, gn'è meglio i' motorino, o se piohe piglio la macchina" - e punta i' dito a una 600 tutta ammaccaha colle ròte sui marciapiede, lì davanti ai barre. "Oppure telefono ai mi' figliolo che mi viene a prende' coi Suvve, tanto cià i permesso 'nvalidi della mi' mamma, anche se l'è morta da quarche anno". 
E di botto la topa colle meches la s'intromette: "je comprende, vous arrivè sans problemmm alorrr, n'est pas? - cioè, mi scusi, lei ci arriva bene allora no?"
"Sieeee, gl'è un bordello, a tutti que' semafori ci tocca aspettare un monte, he passi la tramvia, con tutti qu'e pali, e qui rumore, poi c'è anche quelli che ci guardano dai finestrino mentre noi siamo in coda maremma 'mpestaha"

domenica 10 giugno 2018

Niente cantieri pelle strade se faceano i' metrò! Oh un poteano fallo 'nvece della tramvia, maremma zoccola!!?

Riprendono le interviste con il misterioso personaggio che ci ha già illuminati sulle meraviglie della tramvia senza pali a Bordeaux.
C'è però una folta schiera di cittadini, politici e qualche esperto che, riconoscendo la necessità di far uscire Firenze dal traffico che la strangola da decenni, contestano la scelta della tramvia, schierati nettamente per il metrò, ovviamente in sotterranea.
Le interviste con il nostro interlocutore saranno, in questo caso, scaglionate nel tempo, un punto per volta.

D.: Il metrò, dicono molti, risparmierebbe molti disagi ai fiorentini, si scava sotto, senza cantieri sulle strade. Lei cosa dice in proposito?

R.: Chi favfuglia tali stvxxxate non ha mai visto la vealizzazione di una metvopolitana. Si illudono che non ci savebbevo cantievi nelle stvade o nelle piazze. Pev es. la vealizzaione della stazioni sottevvanee necessita lo scavo di enovmi cvateri in supevficie, per la costvuzione delle banchine di due binavi in tunnel, dei pozzi pev vampe, accessi, scale mobili, ascensovi ecc. E la rimozione delle tevve di scavo  non avvevvebbe per smatevializzaione, come in StavTvek. Si tvattevebbe con ogni pvobabilità di gvandi pvofondità, pev es. il capolinea della B1, "Jonio", a Roma, è quasi 30 metri sotto.

D.: Capisco, ma non sarebbe solo in qualche punto, senza toccare le strade e quindi lasciare il traffico scorrevole come prima?

lunedì 7 maggio 2018

Bordeaux, tram senza fili (?)

Le recenti, accese, polemiche su pali e cavi al capolinea della tramvia a S. Maria Novella, hanno portato spesso a parlare di quella di Bordeaux .
FirenzeImmobile ha colto l'occasione per intervistare un personaggio di alto lignaggio e dalla loquela inconfondibile.
  
(D): Leggiamo che sulla stampa cittadina e sui social network si porta ad esempio una tramvia "senza pali e fili", con alimentazione da terra, a Bordeaux. Anche a Firenze allora?
(R): la tvamvia di Bovdeaux è una colossale stvonz... ops, chiedo venia, cioè chi ne pavla e scvive non sa di cosa si tvatta. E sopvattutto non sa o fa finta di non sapeve che dal suo avvio ad oggi è stata segnata da disastvose serie di guasti, blocchi della civcolazione, devivanti propvio dal suo "innovativo" sistema di alimentazione da tevva (APS, bvevetto Alstom). 
(D): Non può essere, leggo di trionfali articoli sui "10 anni di alimentazione da terra Alstom" ...
(R): Si tvatta sempre della stessa paginetta di mavketing della stessa Alstom, vipovtata anche da vavi giovnali (pubblicità vedazionale?). Ne ha bisogno la Alstom, deve vecupevave lunghi anni di massicci malfunzionamenti. Del vesto pvopvio in quella paginetta si vanta di "42 km di binavi con APS" (il sistema di pvesa da tevva). Cioè quasi nulla in oltve 10 anni, neanche due veti tvamviavie di città di medie dimensioni. Nello stesso peviodo di tempo sono state costvuite inteve schieve di tvamvie "tvadizionali", con alimentazione dall'alto (come quella di Firenze).
(D): Mi scusi, mi sta dicendo che si tratta di una bufala portare a modello Bordeaux per Firenze? Nessuno si è accorto di qualche guasto nei primi tempi a Bordeuax
guasto tramvia a Bordeaux,
la gente si arrangia ...
(R): Si tvatta di colossali bufale sì, bastava un vicevichina con Google, pev esempio "Bordeaux tvam panne" (l'ultima pavola vuol dire guasti in fvancese) per vedev appavive valanghe di avticoli della stampa locale sulle pavalisi, non solo dei pvimi tempi, no, fino ad oggi. Veda pev esempio nel gennaio 2018 ("Bordeaux: i guasti della tramvia si ripetono ed esasperano gli utenti") e febbvaio ("Bordeaux: guasti in serie sulla rete tramviaria"), sempve di quest'anno.
(D): Ma allora come mai nessuno se ne è accorto?
(R): Chi non cevca non tvova, e cvede a qualsiasi scemenza vientvi nelle sue vistvette visioni
(D): Capisco. Eppure ci sono state levate di scudi di autorevoli personalità. Parlano a vanvera?...
(R): Se si vifevisce al Sopvaintendente Pessina, fovse si potvebbe chiedevgli se i sistemi "più leggevi" di cui pavla siano quello disastvoso di Bovdeaux o altvi. Fovse divaghevebbe pev non vispondeve. Suggevivei che faccia l'avcheologo e non pavli di cose che non sa ... 

sabato 5 maggio 2018

Tramvia, tutto bene?

Le bufale sulla tramvia che girano sono praticamente le stesse dei tempi di Razzanelli, con l'unica differenza che non c'è più una figura di riferimento, ambiziosa e dotata di mezzi (economici, mediatici ecc). La loro propagazione è in stile "chiacchiere da bar", talvolta riprese dai provinciali giornaletti locali. 
Eppure di criticità reali ce ne sono. Non quelle delle bufale, anzi spesso tutto il contrario.

Qual'è il problema di Firenze?
Da decenni il traffico mostruoso, da terzo mondo, invasivo, perennemente paralizzato in modo quasi fisiologico, e che ostacola quotidianamente anche i bus, oltre a se stesso. Traffico e sosta che in sostanza monopolizzano tutti gli spazi e le possibilità di muoversi.
L'inquinamento (molto alto) è solo una parte del problema, ancora più impattante sul quotidiano è la reale immobilità. Ore al giorno in ingorghi colossali, pezzi di vita e costi per il cittadino. Basta che cada un ramo e si paralizza tutto nel raggio di chilometri. Segno evidente che il sistema è costantemente sull'orlo del baratro, e basta una cazzata per farcelo sprofondare, per ore o giorni.
Unica via d'uscita è spostare grosse quote di mobilità dall'auto a mezzi più efficienti (vedi grafico) e ridurre/scoraggiare la fiumana di mezzi privati in circolazione e in sosta. Per fare ciò serve una sistema di trasporto pubblico, come in tutte le città europee di medie dimensioni da 20 anni o più. Saranno tutti scemi? 

sabato 14 aprile 2018

Qui come ... a Helsinki

"Qui è diverso", o anche "No, da noi 'un si pole" (fiorentinismo popolare per "non si può", "nun se po' ffà", locuzione romana equivalente).  Magari condito da "Firenze è unica al mondo", affermazione  valida anche per Timbuktu, ma che affonda le sue radici nella bizzarra presunzione instillata fin da bambini di essere il centro dell'universo, l'unica con un centro storico o  la città più bella del mondo.
Stupore e balbettamenti alle banali domande "su che parametri" "chi l'ha deciso" o "dove sta scritto", o "forse Vienna, Siviglia, Strasburgo sono delle bidonville?".
Tutte cazzate, detto in breve. La mobilità e le sue scelte sono molto simili in qualsiasi città europea con un tessuto urbano densamente storico. Cioè moltissime, la grande maggioranza. Se c'è qualcosa in cui Firenze è "unica", semmai è la bolgia di traffico infernale, da terzo mondo, che l'attanaglia da decenni, senza che tale morsa sia mai stata affrontata seriamente.
Le giaculatorie sul  "qui non si può", oltre che dal devastante provincialismo, derivano in realtà dal volere mantenere lo status quo (disastroso) e probabilmente dalla radicata convinzione che questo, davanti al naso, è il solo mondo possibile (su "migliore" ci vuole del coraggio) e che ogni cambiamento non può che intaccare qualche abitudine incancrenita. In sostanza gente che sta ore al giorno in ingorghi, in scatolette di latta, ma che difende con le unghie e coi denti la sua vita di merda.
Quadro traferibile quasi ad ogni città d'Italia, in una competizione al peggio.
La mia vita di decenni, a cavallo con vari pezzi di mondo, e la dimestichezza con varie lingue, periodicamente mi riporta a confronti con altre realtà. Per es. un articolo della Sueddeutsche Zeitung, che nella sua rubrica fissa sui trasporti locali, parla di Helsinki.
Il titolo preannuncia che la capitale finlandese "vuol dare a tutti la possibilità di vivere comodamente senz'auto". E per fare ciò, oltre ad ampliare la rete tramviaria e altri mezzi pubblici, udite udite, vuole rimediare ad un peccato degli anni 70: "boulevardizzare" andando a demolire le 7 superstrade a più corsie che arrivano fino in centro, restituendo lo spazio alla gente, alla vita, e ad una mobilità con le persone al centro.
Oddiooooo, tremendo, ma sarà certamente una città modernissima, senza patrimonio storico e architettonico ecc ecc. Ecco, vi sbagliate, scemenza dettata da pregiudizio. Andateci, o banalmente cercatevi le immagini su Google View, o altri strumenti futuristici.
E, detto fra noi, il sindaco di Helsinki non è un fanatico ecologista, ma del partito di centro destra KOK.
Eccovi serviti.
Quello che si può fare ad Helsinki, è possibile anche da noi. 
Oppure quello che si fa ad Amsterdam, a Copenhagen, a Strasburgo, a Zurigo ...
Bisogna volerlo, e la politica, le istituzioni devono avere il coraggio di muoversi in quella direzione, ora, non in un futuro ipotetico.
Lo stanno facendo ?

Dove passeranno i mezzi di soccorso?

Alle domande sceme sulla tramvia, la risposta potrebbe essere sempre: "si fa nello stesso modo che nelle tante città che ne sono dotate".
Ma gli analfabeti funzionali continueranno a farfugliare cazzate.
Esempio: dove passeranno le ambulanze (o i pompieri ecc)??? Ecco qua.


In basso Monaco di Baviera, la storia molto istruttiva della sua rete tramviaria smantellata per "liberare le strade" e poi ricostruita in sede propria, la racconto qui (basta un click)
In alto invece una foto recentissima dei Vigili del Fuoco che transitano sulla sede tramviaria in
via Vittorio Emanuele ...


(argomento: bufale)

Articoli recenti, in tema (basta un click) - sezione aggiunta a posteriori :
La storia continua !

Ignoranti o disinformatori di professione?

I geniali esperti tramviari de La Nazione, sulla scia dei loro servizi giornalistici recenti, hanno pensato bene di proporre le "alternative", illustrandole nella pagina riportata qui sotto, venerdì 13 aprile. E schiere di seguaci le hanno subito diffuse come fossero la Bibbia.
Tre dei quattro casi sono in realtà la stessa cosa. Mentre Bologna, essendo lontana anche solo a livello di progettazione, la tralasciamo per ora.

A Padova, Mestre e, udite udite, in Cina, circola lo stesso tram, un Translohr di fabbricazione francese. Moltiplicato per tre, fa più effetto no?
Viaggia senza linea aerea, come sembrerebbe? Neanche per sogno, ha pali e cavi come tutti i tram, e la possibilità di alimentazione a batterie per brevi tratti, come era previsto per il passaggio al Duomo a Firenze, poi cancellato dal disastroso Renzi, alla ricerca di facili consensi e di tenersi lontano dalle rogne.
Viaggia su gomma e quindi, come parrebbe, non ha binari? Neanche di lontano, basta guardare le foto: ha una rotaia centrale, solo dove c'è quella può viaggiare. Non è più confortevole o meno rumoroso, e la posa della rotaia centrale comporta un impatto cantieristico molto simile al binario con due rotaie, stesso ingombro dei convogli ecc... 
E allora? Costa meno? No, anzi, una volta scelto quel sistema si rimane vincolati all'unica ditta produttrice (francese) che ne detiene il brevetto e quindi il monopolio. Persino i pneumatici speciali sono di un solo produttore (Michelin), ricambio completo una volta l'anno. Al costo che decidono loro.
Su qualsiasi rete tramviaria standardizzata (come quella a Firenze e gran parte delle esistenti), con binari e linea aerea, è possibile acquistare convogli di marche e modelli diversi, in regime di concorrenza. Cosa facilmente visibile per es. a Milano e in decine di città europee, fra cui le spesso citate Ginevra, Friburgo, Strasburgo, Zurigo, Potsdam, Berlino, Vienna, Monaco, ecc ecc

Cari esperti de La Nazione, l'avete fatta fuori dal vaso, ancora una volta. Siete solo 'gnoranti (come capre, direbbe il finissimo Sgarbi), presuntuosi senza arte ne parte, o altro?
Però vi capisco, con il vostro potenziale mediatico, e schiere di creduloni a tutto ciò che sembra a loro comodo in quel momento, avrete certamente successo. Riuscirete cioè a diffondere cazzate. Bravi!

venerdì 13 aprile 2018

Un palo occupa lo spazio di un palo - o di un'auto?


La storia dei pali della tramvia, lanciata dal giornalaccio La Minzione, deve avere ispirato alcune menti geniali.
Lungo la linea, oddio oddio, i pali (neri o grigi) sono fra i due binari, oppure ai lati, in posizioni sempre inaccessibili e fuori dalla carreggiata, quindi non svolgo la (benefica) funzione di togliere parcheggi.
Eppure, il caso di una sosta selvaggia delle più assurde, in foto, che blocca le prove tecniche del tram, suscita commenti come quelli sottoriportati ...


No, temo non servano istruzione e cervello qui!