Firenze Im-mobile

Una città assediata da valanghe di auto e motorini, continuamente in movimento, eppure (o forse proprio per questo) terribilmente IMMOBILE
_________________________________________________

lunedì 14 gennaio 2019

La bellezza violata

Apprezzammo molto i fiammeggianti articoli sulla "bellezza violata" apparsi sul Corriere Fiorentino, con un vero grido di dolore che da tante parti d'Italia si leva verso di noi (*) ... Ops, no, scusate quello era Vittorio Emanuele II nel 1859 ...
Però i due articoli restano negli annali del giornalismo combattivo, e sicuramente concorreranno a qualche premio internazionale del settore.
Per una fortunosa coincidenza siamo riusciti a ingaggiare il nostro amico di nobili origini, pari grado dell' autrice del pezzo sul Corriere Fiorentino, e lo abbiamo convinto a partecipare ad una intervista.

D.: Cosa ci dice sulla "bellezza violata", o "aggredita", dalla tramvia in piazza stazione?
R.: La cava pvofessovessa Ginevva Cevvina Fevoni Bavonessa Vicasoli con quel magistrale articolo si è guadagnata  honoris causa un nuovo titolo accademico, quello di espevta mondiale di estetica dei tvaspovti
D.: Su, non vada troppo lontano, la professoressa parlava della tramvia in piazza Stazione ....
R.: Chiedo venia, quando incontvevò la pvofessovessa Ginevva Cevvina Fevoni Bavonessa Vicasoli  le chiedevò se eva in autobus, a piedi, su una Panda o su una limousine, quando è stata folgovata dall'ovvida visione
D.: Sempre sarcastico, ma non ci dice nulla sugli orrori in piazza Stazione a Firenze
R.: Non vicovdo bene, ma fovse la pvofessovessa Ginevva Cevvina Fevoni Bavonessa Vicasoli pavlava delle ovvide bancavelle appoggiate all'abside di S. M. Novella, di cui abbiamo altvi fulgidi esempi in tutta Fivenze, che addivittuva vendono ciavpame fra Duomo e Battistevo, facendo visuonave le pavole del Divin Poeta "il mio bel San Goivanni" o dave glovia etevna ad Avnolfo e Giotto
D.: Sempre ferratissimo sul sarcasmo, ma lo sa bene che l'articolo trattava della nuova tramvia e dei famigerati pali
R.: Pev la misevia, e io cvedevo che con "bellezza aggvedita" si vifevisse al fantastico tvaffico e alla possibilità di godeve degli splendori della piazza da decenni, allietati dalle celestiali musiche di motovini, Panda e fuvgoni. Anni fa guavdavo estasiato l'abside, mentve tvavevsavo sulle stvisce, e ho vischiato di esseve stvitolato. Ma sono cevto che l'ovvove descvitto nell'avticolo è il tvaffico che ha nettamente migliovato la visione della stazione di Michelucci e dell'inteva piazza, in tutto il suo splendove


domenica 13 gennaio 2019

In coda si inquina di più ?

Con frequenza variabile, ma cresciuta molto di recente, c'è l'affermazione che se si fanno stare in coda i mezzi con motore a scoppio, l'inquinamento aumenta.

Proviamo a scomporre il problema:
  1. auto, furgoni (e anche scooter) causano altissimo inquinamento - valore convenzionale +100 per l'intero circolante 
  2. per abbattere l'inquinamento va ridotto radicalmente l'uso dell'auto (che strano ...)
  3. l'uso dell'auto va sostituito con reti su ferro: tramvie (da fare), ferrovie (dove ci sono), metrò (in grandi città)  - il valore di inquinamento +100 si riduce in proporzione al minore uso dell'auto (-20, -30  ecc). Redistribuendo lo spazio stradale da traffico motorizzato a tramvie, ciclabilità ecc si ottiene lo spostamento di alte quote di mobilità da gomma a ferro 
  4. con le tramvie le auto residue stanno (a volte) più in coda  (+5 di inquinamento), ottimo scoraggiamento, e ciò spinge a cambiare mezzo di trasporto 
  5. rete tramviaria (e ciclabile) completa stimabile in -60/70 inquinamento (5 volte riduzione da 1 sola tramvia)


giovedì 10 gennaio 2019

Il cacciatore, il pescatore e il traffico

Un tempo giravano molto le barzellette sul cacciatore e il pescatore che al bar si vantavano dei loro strabilianti successi, in un crescendo a chi le sparava più grosse: lepri di quasi 2 metri, trote da 25 kg, e via ad ogni rilancio esagerazioni sempre più esorbitanti.
Una versione più colta ci viene da Plauto, con il suo Miles Gloriosus, ma qui si va sul difficile, e non vogliamo strapazzare troppo il sapere dei lettori abituati alle chiacchiere da bar.
Sono molti però i personaggi che si contendono fieramente il ruolo di cacciatore o di pescatore con le loro sbruffonate. C'è solo l'imbarazzo della scelta.
Si va dall' ingegnere esoterico che imperversa su Facebook, in decine di gruppi e pagine, con i "modelli matematici" del traffico da lui stesso sviluppati. Poi ci sono nobildonne che si sono guadagnate sul campo, honoris causa, il titolo accademico di docente di estetica dei trasporti. Da non dimenticare politicanti del partito che si è fregato 49 milioni e che ora vorrebbe disfare e rifare le tramvie esistenti per ... togliere cordoli alti 5-6 cm - o addirittura alimentarle da terra, secondo modelli di successo mondiale che si bloccano ... quando piove (vedi qui).
In democrazia non si deve poi far torto ai tanti ometti e donnette senza titoli e qualifiche, che però sanno con certezza che "basterebbe ...", o arringano gli altri avventori del bar o del mercato rionale con fiammeggianti parole "o 'un poteano ..."


mercoledì 9 gennaio 2019

Tramvie a batterie, quando, dove, perchè

Un nuova firma su Firenze Immobile, quella di "Trasportista Anonimo", che ci ha inviato un contributo sul tema trazione a batterie e sulle vicende che l'hanno segnata fin dai tempi del progetto di passaggio della tramvia a fianco del Battistero.
Un tema su cui si sentono sfondoni e favole di ogni genere, su cui certamente torneremo. Ma intanto diamo la parola al misterioso esperto, che esiste, ha un nome  e cognome e ci onora di qualche sua paginetta, e che sicuramente non parla a vanvera
____________________________________________________
Quando furono progettate le T2 e T3 non esistevano tram industrializzati atti a percorrere alcune centinaia di metri utilizzando l'energia immagazzinata in batterie a bordo. Prima dello stralcio del passaggio della T2 da Piazza Duomo, il Comune di Firenze chiese ad AnsaldoBreda, costruttrice del tram Sirio, se fosse possibile installare a bordo delle batterie per evitare di installare la linea aerea nel tratto di linea tra Piazza dell'Unità d'Italia e Piazza San Marco. Questo studio evidenziò che era tecnicamente fattibile ma sarebbe stato necessario eliminare diversi posti a sedere ed in piedi, modificare la struttura del veicolo per resistere al maggior peso delle batterie (all'epoca non erano ancora sufficientemente industrializzate quelle oggi utilizzate nelle autovetture ibride) e procedere a nuova omologazione del veicolo. In pratica si sarebbe trattato di un'applicazione sostanzialmente sperimentale e non industriale, con tutti i rischi del caso. A causa dell'aumento del costo a vita intera del veicolo, causato dai maggiori costi di progettazione, produzione e soprattutto manutenzione (le batterie ipotizzate dovevano essere sostituite frequentemente), la fattibilità economica dell'intera infrastruttura era a rischio.

venerdì 4 gennaio 2019

Frega i pali della tramvia, e ora?

Calma, niente paura, le tramvie non si fermeranno per mancanza di alimentazione elettrica dall'alto, perchè qualcuno si è fregato i pali. No, non temete, neanche la pvofessovessa Ginevva Cevvina Fevoni bavonessa Vicasoli, nota espevta mondiale di estetica dei tvaspovti, oserebbe tanto.
Si tratta di un gioco di parole con la Lega (ex-Nord) a seguito dei famigerati 49 milioni di euro sottratti agli italiani (prima loro, ovviamente) secondo alcuni maligni.
Eppure c'è un certo apprezzamento per la recente presa di posizione del partito di Salvini a Firenze apparsa su La Nazione: vuole la tramvia, a patto che sia senza pali, senza neanche bisogno di fregarseli.
Fra le tante castronerie che si sentono in giro è un bel passo avanti. Niente metrò quindi (neanche "micro"), una scemenza costosissima e inadeguata, come forse sanno gli uomini di Salvini. No, anzi, la tramvia da realizzare sarà (inevitabilmente) "invasiva", cioè si prenderà 2 corsie destinate al traffico, non potendo smaterializzarsi. E non sarà neanche "leggera", una boiata inesistente che viene lasciata ai fantasisti del Corrier-ino Fiorentino, ai bufalari del web e forse (ma la notizia non è confermata) ai 5 Stelle.  Poi ovviamente niente filobus in centro come alternativa (non credo piacerebbe alla cava pvofessovessa Ginevva Cevvina Fevoni bavonessa Vicasoli),  un'idea strampalata. E neanche busvia, jumbo bus e simili, che prendono lo stesso spazio di una tramvia, e un po' di più, con minore capacità di trasporto, cantieri e costi molto simili.

lunedì 31 dicembre 2018

Corriere (fiorentino): rivelazioni sulla tramvia per Bagno a Ripoli

Caro Corriere Fiorentino, l'anno volge al termine con tue parole scolpite nella pietra sul rovente tema della tramvia fiorentina. Dopo che la strada era stata aperta dal Direttore con un editoriale, anche un suo giornalista si è lanciato in proposte concrete. Un buon segno, nel desolante quadro di sbraitamenti a vanvera a destra e a manca. Passano in secondo piano affermazioni di corrosivi critici, a sentir i quali le autorevoli penne parlano di cose che non conoscono, ma facendo finta di saperne molto e di avere geniali soluzioni in tasca. Che sfacciataggine!! Altri commentatori però suggeriscono che la prestigiosa testata disponga di ottimi esperti, che i giornalisti e lo stesso direttore consultano prima di uscire con articoli ed editoriali su temi complessi e di grande attualità, come appunto la mobilità cittadina, le tramvie, l'urbanistica ecc.
Oggi su queste modeste pagine web, dopo le lodi sperticate al Piccolo Scrivano Fiorentino (clicca per leggere) per il suo articolo sulle "alternative alla tramvia", non possiamo esimerci dal prendere in esame quanto scriveva pochi giorni prima il Direttore in persona, in autentiche arringhe ai suoi numerosissimi e affezionati lettori, con un memorabile pezzo (reperibile  in originale con un click verso il sito del quotidiano).
Ma veniamo al succo, cominciando dalle  considerazioni estetiche.

La tramvia per Bagno a Ripoli, secondo il Direttore, comporta "lo stravolgimento urbanistico e scenografico della città ottocentesca realizzata dall’architetto Giuseppe Poggi".  
Ma i viali e l'intera città non erano già deturpati da binari, pali, cavi, ai tempi del grande urbanista fiorentino? E lui, il grande architetto, ha sventrato Firenze e fatto abbattere le mura medievali, per inorridire poi nel far circolare tram (sferraglianti, prima a cavalli, poi a vapore e infine elettrici) fin dentro l'opera della sua vita, carne della sua carne?

sabato 29 dicembre 2018

Il piccolo scrivano fiorentino

Il melenso libro per ragazzi di De Amicis, con la Piccola Vedetta Lombarda e altre storie strappalacrime, non ci dimentica e ci fa gonfiare il cuore di orgoglio cittadino con il Piccolo Scrivano Fiorentino. 
Ma se le orride imprese del malvagio Franti ("e l'infame sorrise ...") fossero storie manipolate ad hoc, in stile giornalismo da colonna infame?
E se ci fosse nella realtà anche un Garrone, l' "anima nobile", che con la sua forza difende i più deboli?
Ma la domanda davvero assillante è: cosa ci riporta a tempi lontani e a inquietanti spiriti patriottici?
Non ci crederete, ma è il Corrier(ino) Fiorentino e il suo odierno fondo su "L'ALTERNATIVA ALLA TRAMVIA". Originalissimo titolo che già da solo farebbe concorrere ad un qualche premio a giornalismi dei più vari.
Il pezzo ha il pregio di concentrare in poco spazio tutte le alternative fasulle, esistenti solo per chi ci vuole credere. Vediamole. Il giornalista ammette (bontà sua) che anche la busvia si prenderebbe due corsie sui viali (in realtà occupano più spazio dei binari del tram, ma tale know-how sarebbe pretendere troppo). E passa quindi al filobus (stesso ingombro) da far transitare però in centro, invece che sui viali. Con cavi aerei (doppi). Alt, però il giornalista ci svela si potrebbero far andare a batteria, no? E qui si capisce subito che non si è preso la briga di studiacchiare la materia, magari solo di dare un colpo di telefono a qualche esperto. La trazione a batteria è praticabile solo per brevi tratti. Come per le tramvie. E da dove dovrebbero passare questi ipotetici filobus? Oltre che in centro (con doppi cavi quasi dappertutto), su quale ponte, quali lungarni, o tratti dei viali?

lunedì 24 dicembre 2018

La tramvia la usa solo chi prima prendeva il bus ... o no?

Dopo la partenza del tratto Stazione-Careggi, convogli subito strapieni di passeggeri a tutte le ore del giorno e della notte; quelli che sentenziavano "non la prenderà nessuno", si sono prontamente rifugiati in altre costruzioni verbali. Chi usa la tramvia, secondo loro, sono gli stessi che prima si muovevano in bus. Anzi, sono stati "costretti", in un mefistofelico piano per poter esibire successi.
Una banale riprova empirica, alla portata di tutti, era chiedere in giro dopo esser saliti sul tram. Ma chi non ci sale mai, trova difficoltà, e allora bisogna affidarsi ai crudi numeri e alle indagini. Tralasciando la banalità che quelli che sono passati dal bus alla tramvia prima ci mettevano ore imbottigliati nel traffico e ora su ferro qualche decina di minuti ...
Ma veniamo ai crudi numeri.
Sono state fatte varie rilevazioni, con classici metodi statistici (interviste a bordo su campione significativo), prima che la T1 venisse prolungata. Fra i tanti dati raccolti, molto significativi che "il 24% dei passeggeri prima dell’avvio della tranvia utilizzava un mezzo di trasporto privato".
E' tanto, e anche poco. Spostamenti ben più massicci di quote di mobilità da auto a tramvia si hanno con una rete completa, di cui al momento non c'è neanche 1/3, forse 1/4 o ancora meno del necessario.

domenica 23 dicembre 2018

M5 a Milano - o un poteano fare i' metrò anche da noi !!

Importanti e buone notizie da Milano: la M5 verrà prolungata fino a Monza.
In sintesi:
12 km = 1,237 miliardi - in parte in superficie e di tipo "leggero", meno costoso - 10 anni previsti

Si tratta di stime, non c'è ancora un vero progetto, quasi inevitabile che i costi finali saranno superiori, come successo per tutte le altre linee a Milano e nel mondo. Eh già, le metropolitane, fisiologicamente, hanno imprevisti più o meno massicci. Anche a Vienna, Berlino, Parigi ecc
In ogni caso un costo previsto molte volte superiore a quello di una tramvia, cosa arcinota e logica: 100 milioni € a Km circa per la M5 (le stime medie arrivano a 200 milioni), invece di 20-40 per le tramvie.
Sia chiaro: è la scelta giusta per Milano, che viene collegata a Monza, su distanze notevoli e numero di passeggeri da spostare, molto superiori a qualsiasi ipotesi per Firenze.
I cittadini si godranno anche lunghi anni di cantieri nelle strade e nelle piazze, e i disagi verranno ricompensati.

venerdì 21 dicembre 2018

Milan l'è ... e Firenze? E l'Europa?

E' facile rendersi antipatici portando modelli europei, nella mobilità come in tanti altri campi (diritti civili, stato sociale, ricerca scientifica, qualità della vita ecc).
In particolare suscita le ire dei provinciali ("io non ci vivrei", oppure "qui è diverso" o anche "Firenze l'è uniha/la città più bella di' mondo" ecc).
E se invece per una volta si prendesse ... Milano come esempio? La metropoli del nord balzata al vertice della qualità della vita in Italia, sì, proprio quella.
La "capitale morale d'Italia" è stata a lungo governata dalle peggiori destre, quella post-tangentopoli e quella razzista o finto cristiana.
Poi ha avuto l'illuminato Pisapia, ora il grigio Sala.
Sicuramente non ha mai perso i riferimenti e un
substrato culturale di efficienza, ma anche cosmopolita, con lo sguardo verso l'Europa e il mondo.
Milano ha istituzioni culturali di prestigio internazionale: La Scala, Brera, le sue Università e roccaforti della ricerca, l'Ultima Cena ...

giovedì 20 dicembre 2018

720 ogni 1000 (automobili/abitanti)

Che Firenze sia ai vertici mondiali per rapporto fra abitanti e automobili si sa da anni, da fonti varie ma sempre convergenti su valori enormemente più alti di quelli di altre città europee.
Il dato è incontestabile ed è la causa innegabile della paralisi che attanaglia Firenze da decenni. Può essere consultato con qualche clic sulla fonte originaria, il CNR, riportato anche dall'ARPAT sul suo sito, e in forma divulgativa su notiziari, giornali ecc.  per es. qui.

Ma come in società che credono ai totem, si scatena prontamente l'isterismo di masse che vedono all'orizzonte la rinuncia ad uno dei feticci della loro vita: l'automobile.
I tentativi di sfuggire all'ira divina sono dei più vari.
  • la semplice negazione, magari condita con chiacchiere da bar della serie "sono invenzioni da ecologisti e radical chic".
  • la bizzarra affermazione che allora bisogna "adeguare le infrastrutture", quindi superstrade a 6 corsie sventrando interi quartieri di Firenze e parcheggi nell'intero sottosuolo della città
  • capri espiatori ormai classici quanto paranoici come la tramvia (con il paradiso di traffico di anni precedenti, nei loro sogni), i semafori (danno la precedenza a 280 persone su un tram di 32 metri e non a 280 auto in fila per 1,2 km) , o addirittura le biciclette che "intralciano"

mercoledì 19 dicembre 2018

L'assalto al Palazzo d'Inverno e la mobilità

Dei circa 70.000 utenti al giorno della (unica linea di) tramvia una fetta era "contraria" prima e durante i cantieri (di durata poco sostenibile) o nelle (troppo) lunghe attese delle realizzazioni. Ora la utilizzano e non urlano più, anzi ne sono piuttosto soddisfatti. Per essa oltre il 20% di passeggeri ha lasciato il mezzo proprio. E anzi, dopo aver sentito che "non la prenderà nessuno", semmai c'è un problema all'opposto di quelli degli sbraitatori da bar o professionali: è già al massimo delle sue capacità, in certi momenti oltre la saturazione. E quindi ne servono altre linee, diramazioni, maggiore capienza.
Che politicanti di destra o ultra-destra colgano ogni occasione per lanciare lamentazioni e ululati ha una sua logica, anche se prettamente da italietta provinciale e arretrata di 30 anni. Ad onor del vero tramvie (o reti ciclabili, o centri chiusi al traffico) ne realizzano o modernizzano città  europee governate da sinistra, centro o destra, quasi senza differenze, e con le stesse modalità: "invasive", che sottraggono spazio al traffico, in sede propria, con binari, pali e cavi ecc. Ma si sa, "qui è diverso", cioè siamo tagliati fuori dal mondo civilizzato, nella mobilità come in tante altre cose.
Strabiliante è invece che ci siano ferventi rivoluzionari, ultra-sinistre e addirittura "ambientalisti" che si schierano con piglio battagliero a favore dello status quo denso di automobiline (circa 70 ogni 100 abitanti a Firenze, ai vertici mondiali, oltre che italiani ed europei - vedi QUI), gipponi di signore impellicciate o Panda scassate. La varietà di questi oppositori è infinita: radical-ecologisti che si incatenano ad alberi morenti per gas di scarico, esponenti di Italietta Nostalgica (ops, Italia Nostra-na, scusate) che preferiscono i marmi del Duomo anneriti dallo smog al passaggio di tram in centro, ancor più strabilianti quadri del sindacato di base USB,  o fieri sostenitori della decrescita felice, uniti nella lotta per conservare il posto macchina sotto casa, continuare a scorrazzare nei modi più insensati e devastanti chiusi nella loro scatoletta di latta, con sosta selvaggia su marciapiedi, strisce ecc (ecchecazzo, non c'è mai posto, perché non ci fanno parcheggi sotterranei gratis da 300.000 posti per levare le macchine dalla strada?).
A tutti questi l'idea banale che l'immobilità e molti altri guai anche sociali vengano dall'enorme numero di auto in circolazione e in sosta pare un complotto della Trilaterale, della Bilderberg o di Rockfeller per opprimere il popolo!

martedì 18 dicembre 2018

L'idiota (e i bufalari)

Ma non quello di Fëdor Dostoevskij eh ...
Facciamo qualche passo indietro. In un breve scambio di idee all'interno della squadra di Firenze Immobile è emerso un dubbio: a che serve interloquire con evidenti idioti che sparano cazzate su Facebook e simili?
In effetti a nulla, in se, ma dopo una animata discussione di 63 ore circa si è arrivati ad una conclusione che trova conforto in numerosi studi scientifici, detti e saggi satirici sugli stupidi e la stupidità umana (*).
Le cazzate che possono tirar fuori i bufalari superano ogni immaginazione. Nessun approccio razionale è in grado di prevedere il prossimo sfondone che porteranno in campo.
D'altra parte il numero degli stupidi, seguendo Carlo Maria Cipolla, è enorme e sempre superiore ad ogni aspettativa o tentativo di stima probabilistica.
Interloquire con uno o più bufalari, al bar (che però frequentano molto loro ma pochissimo noi), nel luccicante mondo virtuale dei social network o in (rari) dibattiti pubblici, permette di far emergere cazzate mai sentite prima, e quindi di confutarla, smentirle, sputtanarle.
O anche di recepire nuove argomentazioni di bufale vecchie come il cucco, anche in questo caso provvedendo a portarle all' (ovvio) ridicolo.

giovedì 13 dicembre 2018

Pink Floyd a Firenze

No, non a Pompei, quelli erano la celebre formazione Gilmour-Waters-Wright-Mason.
Ora si torna agli albori, con il mitico Syd Barrett, che in una delle sue crisi allucinatorie avrebbe inventato il nome di uno dei più grandi gruppi rock progressive di tutti i tempi, su suggerimento delle "vocine" o forse degli extraterrestri.

Dunque, cosa porta, a distanze di decenni, i Pink Floyd a Firenze? E ancor più, perché scriverne su Firenze Immobile, che di musica non si occupa, o soltanto qualche suo autore in altri spazi web e momenti della vita reale?

Eppure, per quanto strano possa sembrare, un nesso c'è. Come per es. un annetto fa scrivemmo di un ben più rovente abbinamento, "il sesso orale e l'Ataf"(cliccaci sopra).

Per ora il misterioso nesso fra Pink Floyd e mobilità lo teniamo segreto, forse lo capiranno alcuni aficionados, ma sarà svelato a tutti in una prossima puntata, qui sulle pagine di Firenze Immmobile.

Non ce ne vogliate, pazientate un po'.

___________________________________
PS Dopo tutta 'sta pappardella ti vuoi ristorare ascoltando i Pink Floyd, vero? 
Ti capisco, basta un click qui .

mercoledì 12 dicembre 2018

La leggerezza (dell'essere? insostenibile?)

Milan Kundera non avrebbe mai pensato che il suo celebre romanzo e le gesta erotiche in esso celebrate poeticamente, trovasse echi nella Firenze del 2018. Forse la cosa gli giungerà all'orecchio, non è ben chiaro se lo rallegrerà o forse lo incupirà.
Epigoni al limite del ridicolo, in tempi sciagurati, su temi strampalati e orge di cazzate virtuali, ce ne sono in abbondanza per una narrazione di grande attualità.
La parola "leggerezza" ha fatto breccia nell'immaginario, e anche nella loquela spesso sgrammaticata, di urlatori fiorentini a proposito di sistemi di mobilità per la città, a volte facendo riferimento a futuristiche invenzioni cinesi, o francesi, o semplicemente nella testa di auto-nominati esperti diffusori di bufale, favole e altre scemenze.
Il SottoSopraIntendente Pestina, quello che nella rovente polemica sull'alimentazione da catenaria della tramvia in piazza Stazione, ci ha lasciato un vera pietra miliare: "ci sono oggi sistemi più leggeri" ecc ecc, riportato con roboanti toni sul  foglio di provincia La Fazione, da un giornalista in odore di premio Pulitzer. Nessuno ha avuto la possibilità di domandare all'autorevole archeologo e auto-nominato ingegnere quali sarebbero questi "sistemi più leggeri" di cui parla (vedi qui un'ipotesi) e in che modo potrebbero essere utilizzabili per non ricordare all'arch. Michelucci, che, sì, intorno alla sua stazione, prima, durante e dopo la costruzione c'erano fasci di binari, pali e grovigli di cavi dei tram.
Sul tema si era gettata con fervore anche la pvofessovessa Ginevva Cevvina Fevoni bavonessa Vicasoli (ci si perdoni se riprendiamo la pronuncia e la grafia di un ammiratore di nobili origini ...), con il suo celebre grido di dolore sulla "bellezza violata" in cui, da docente di diritto costituzionale, assurgeva ad autorità mondiale di estetica dei trasporti.

martedì 11 dicembre 2018

ZTL libera, finalmente

Il Corrierino Fiorentino, edizione locale di un prestigioso quotidiano nazionale, ci fa tirare un sospiro di sollievo!


Dopo decenni di sofferenze, finalmente la corporazione dei bottegai l'ha spuntata. Per entrare in ZTL non serviranno più mille trucchetti, o correre rischi (dalla multa fino al processo penale per falso o sostituzione di persona).
E al contrario di quanto dicevano i profeti di sventura la cosa funziona a meraviglia.
Sparite come d'incanto le colossali code sui viali, che duravano ore nonostante le 6 corsie a disposizione. Ora passano agevolmente da Santa Croce fino a Porta al Prato.
I residenti che si lamentavano della sosta selvaggia nei posti a loro riservati, stranamente ora trovano sempre parcheggio, come del resto i tanti clienti di mutandoteche e pizzerie tossiche.

lunedì 10 dicembre 2018

Firenze batte Amsterdam



Oltre che da Amsterdam un vero pellegrinaggio, da parte di politici, dirigenti, tecnici, soprattutto da città considerate finora al top per sistemi di trasporto e congestione del traffico al minimo. Arriva il prof. H. Knoflacher del Politecnico di Vienna, spodestato dai riconoscimenti come uno dei massimi esperti mondiali del settore. Il Sindaco di Copenhagen con un suo assessore, ormai retrocesso dalle prime posizioni dell'universo per vivibilità, riduzione del traffico e ciclabilità, cerca affannosamente di recuperare posizioni in una spedizione segreta a Firenze. Anche Berlino, governata da una malefica coalizione fra socialdemocratici, ex-comunisti e verdi, opta per una missione sotto copertura, in stile KGB. Le loro 24 linee di metropolitana con carico bici, 26 tramvie che tolgono spazio al traffico, le strade semivuote e i miliardi di piste ciclabili stanno sfigurando di fronte al modello Firenze. Delegazioni da Siviglia e Monaco di Baviera seguono corsi presso la DirezZione Im-Mobilità, gestiti dall'ing. Farfuglia, diretti dal geom. Caronte e tenuti in persona dal celebre arch. Cortignocchi. Devono capire come non fare piste ciclabili, o farle male, per tenere basso il  numero di utenti della bici, in modo che non intralcino.

domenica 9 dicembre 2018

Pedone travolge TIR, giro di vite contro le mamme con passeggini



(senza parole)

Nella categoria del mondo alla rovescia qualche altra chicca (da cliccare):

sabato 8 dicembre 2018

Gli alberi, i monumenti ...

Mai vista tanta attenzione, sensibilità, impegno civile dei fiorentini che per decenni hanno snobbato  l'inquinamento e gli alberi come scemenze da radical-ecologisti, o le preoccupazioni per i marmi bianchi e le sculture sotto la loggia dei Lanzi come cazzate di gente fuori dal mondo.
Ormai migliaia di fiorentini, scossi dai colossali ingorghi del traffico (da 30 anni, oggi causati dalla tramvia ...) stanno vendendo o rottamando 2 delle 3 auto per famiglia, per non contribuire allo smog che respirano loro stessi e i loro figli, e anche le/gli amanti clandestini che vanno a  trovare quando il marito è a giocare a calcetto o la moglie in palestra (*).
Moltitudini di cittadini assediano Palazzo Vecchio per farsi piantare alberi davanti a casa, al posto di brutti parcheggi, che comunque non servono più, dopo la rottamazione di gran parte del parco auto in possesso ai fiorentini (71 ogni 100 abitanti, vertici mondiali assoluti, fra il doppio e il triplo di città europee), che li ha portati a livelli europei dimezzando o più il numero di auto in circolazione e in sosta.
Anche il tema "cambiamento climatico", finora snobbato su larga scala, è diventato argomento di discussione a tavola in famiglia, fra amici al bar e dal barbiere.

A monte di questa incredibile e massiccia sensibilizzazione di notai e avvocati, macellai, idraulici, casalinghe, signore ingioiellate, ragazzotti di periferia, c'è un orrore che distrugge Firenze: la tramvia.
Gli esperti di psicologia sociale sono strabiliati: l'abbattimento di alberature storiche e loro sostituzione lungo i binari o alle fermate, è riuscito a ribaltare il comune sentire che da decenni se infischiava dello smog, e avrebbe magari visto di buon occhio l'aumento dei parcheggi al posto di qualche inutile leccio o platano.
Persino le interminabili code in ogni parte della città, un tempo ritenute normali o inevitabili, e ora nel carniere delle tramvie, hanno scatenato movimenti popolari contro lo smog, per aria più respirabile.
Addirittura l'ultradestra fascistoide si è allontanata dai modelli Trump e Bolsonaro, che raderebbero al suolo ogni centimetro di foresta pluviale al grido "è un complotto ecologista per instaurare il comunismo galattico!"
Improvvisamente la Frega ExNord e i cespuglietti a braccio teso hanno scoperto la loro anima ecologista.
Un risultato strabiliante, impensabile solo qualche anno fa.
E poi qualcuno dice che la tramvia è inutile o addirittura anti-ecologica!
____________________________________
(*)  per chi intrattiene relazioni extraconiugali c'è una apposita app per Android, basta cliccare qui, e anche una che serve a cogliere in flagrante il/la coniuge fedifrago/a, altro click).

venerdì 7 dicembre 2018

Godzilla a Firenze

Vi ricordate di Godzilla, mostro giapponese dalle sembianze di dinosauro, che si risvegliava dai ghiacci a causa di esperimenti nucleari? Nella fortunata serie di film, da cattivo era poi diventato un'eroe che difendeva l'umanità da belve feroci come King Kong e il pianeta terra da minacce galattiche.
In questa sua strabiliante carriera, molti decenni dopo, ha di nuovo assunto un ruolo di salvatore da un orrore ancora peggiore: la tramvia a Firenze! La figura lo ritrae mentre è all'opera, per salvare la culla del Rinascimento dagli alieni, e permettere ad innocue scatolette di latta con una sola persona a bordo di continuare a scorrazzare e sostare in tutti i posti possibili e immaginabili della città.
Ma la notizia delle sue imprese ha fatto il giro del mondo, e altre città d'Europa hanno inviato ambasciatori per farlo intervenire anche nelle loro città. Pare sia stato da poco avvistato in Francia per la sua prossima avventura in cui sbranerà tramvie nuove di zecca.
Pare però che le chiamate siano veramente troppe anche per un mostro e super-eroe come Godzilla: Vienna, Siviglia, Strasburgo, Dresda, Basilea, Potsdam, Zurigo, Brema e altre città ancora, dove orride tramvie circolano ormai da anni, o da decenni, in centri storici, davanti a cattedrali gotiche, sotto o accanto a porte medievali, teatri e costruzioni barocche.
Gira voce che Godzilla cerchi una compagna per riprodursi e far fronte con la prole al grido di dolore che si leva dall'Europa intera, o che stia cercando di richiamare dagli Inferi altri mostri suoi amici e compagni di avventure, ormai disoccupati da secoli.
Ne vedremo delle belle!
Basilea, Brema, Berna, Siviglia, Friburgo, Dresda, Vienna, Reims


giovedì 6 dicembre 2018

Trasporti, posto fisso, dipendenti pubblici ...

A prendere la tramvia sono quelli col posto fisso, privilegiati che entrano ed escono sempre dallo stesso ufficio o stabilimento, magari potessi farlo anche tu!
A te invece che hai la partita Iva serve la macchina, come per es. a un notaio, o a un bottegaio.
Anzi peggio, quelli in tramvia o in bus sono spesso dipendenti pubblici, maledetti!
Per es. infermieri e medici del pronto soccorso, quando arrivi in ambulanza per un incidente stradale. O ti operano per un'appendicite.
I pompieri se ti brucia la casa, e quelli ti salvano.
Su, diglielo che sono stronzi parassiti, mentre ti fanno l'anestesia o sono sulla scala del mezzo anti-incendio. Accusali di intralciarti mentre sei in coda al semaforo, con il rosso a te, per far passare solo 280 persone su quel mostro di ferro che devasta Firenze.

mercoledì 5 dicembre 2018

le code, la Cooppe e i perchè

Impossibile non ricordarsi della pubblicità Coop con il tenente Colombo! Una pietra miliare, che suscitò anche ilarità e prese per i fondelli, al di là dell'azzeccato slogan.

E che c'entra con le infinite code quotidiane in auto che fanno tanto soffrire i fiorentini? Lo fanno da decenni,  un tempo considerate inevitabili prezzi da pagare al progresso, al benessere e alla libertà di movimento, e oggi diventate veri atti di accusa contro la tramvia, perfino ad anni luce di distanza dall'unica linea da Scandicci a Careggi, passando per la stazione SMN.
Eppure, udite udite, le code c'entrano eccome con la famosa e famigerata pubblicità Coop, che voleva far identificare i consumatori con il gigante della grande distribuzione ("la Coop sei tu") rassicurandoli che ne avrebbero avuto il meglio proprio per questo ("chi può darti di più"). C'entrava nell'era della mobilità felice di molti anni fa, e c'entra in quella odierna (meno felice, anzi disastrosa).