
La notizia è stata anche occasione per mugugnare sul costo dei trasporti pubblici a Firenze, recentemente aumentato del 37% , pare. Cioè il biglietto di corsa singola da 1,10€ a 1,50. L'abbonamento mensile è invece rimasto a 35€ (aumento pari allo 0%) e quello annuale a 310 €. Senza considerare le varie tariffe ISEE e quella (gratuita) per gli studenti dell'Università di Firenze (clicca QUI).
Le urla dei soliti, della serie "è così che si incentiva il trasporto pubblico e si scoraggia l'auto!!", fanno capire la visione che sta dietro a questi paladini fasulli: chissenefrega degli utenti abituali (per cui il costo è rimasto immutato), conta che chi si muove in auto e prende il bus o il tram una volta ogni morte di papa si trovi a sborsare 0,40 centesimi in più.
Di questa strampalata genìa fanno parte per esempio gli eroi dei Comitati No-Tramvia, addirittura "coordinati", vedi qui (*), o i "Cittadini Area Fiorentina" (vedi qui le loro bufale messe per scritto).
In tutti gli studi in materia, in tutta Europa, emerge un fatto elementare: il prezzo (di abbonamenti e simili, unici rilevanti) incide relativamente poco sull'utilizzo dei mezzi pubblici invece dell'auto o dello scooter. Assai più importanti per scegliere l'uno o l'altro mezzo sono frequenza, tempi di percorrenza, capillarità, affidabilità del trasporto pubblico su ferro e su gomma.